
di Omar Franini
NC-384
21.01.2026
Mancano ormai poche ore all’annuncio delle nomination degli Oscar 2026, i premi cinematografici americani più rinomati e conosciuti a livello mediatico. Dopo aver provato a predire i premi della 97ª edizione, è giunto il momento di rinnovare questo appuntamento.
Oggi cercheremo di intuire quali potrebbero essere le grandi sorprese e, soprattutto, i grandi snobbati della prossima edizione degli Academy Awards, ripercorrendo anche il percorso stagionale dei vari film. Di seguito riporteremo le previsioni delle categorie più importanti, citando i possibili candidati in ordine di probabilità.
Miglior Film

One Battle After Another.
Sinners.
One Battle After Another.
Sinners.
La ripetizione di questi due titoli non è affatto casuale: serve semplicemente a prepararvi a ciò che sentirete più volte durante l’annuncio delle nomination. Le opere di Paul Thomas Anderson e Ryan Coogler non solo dovrebbero superare agevolmente la doppia cifra di candidature, ma c’è la concreta possibilità che possano entrare nella storia degli Oscar come due dei film più nominati di sempre. Nel caso di Sinners, superare il record delle quattordici nomination sembra ormai sempre più una certezza.
One Battle After Another appare destinato a dominare le above-the-line categories, ovvero quelle non tecniche, mentre Sinners dovrebbe fare l’esatto opposto, costruendo la propria forza su un comparto tecnico imponente, senza però rinunciare a una solida presenza anche nelle categorie principali. Prima di entrare nel dettaglio delle singole categorie, è però necessario partire da quella più ambita, Miglior Film, e capire quali saranno gli otto titoli che completeranno la decina.
Hamnet di Chloé Zhao, forte della vittoria ai Golden Globe, si candida a essere il “terzo incomodo” nella corsa alla statuetta, anche se le sue possibilità di vittoria restano inferiori rispetto ai due frontrunner citati. Frankenstein di Guillermo del Toro e Marty Supreme di Josh Safdie, due opere costantemente presenti durante tutta la stagione dei premi, non dovrebbero mancare la nomination e potrebbero avvicinarsi entrambe alla doppia cifra.
In un certo senso, questi due titoli riflettono lo stesso parallelismo che caratterizza One Battle After Another e Sinners: da una parte un film fortemente dominato dall’interpretazione centrale di Timothée Chalamet nel caso di Marty Supreme, dall’altra l’ennesima opera di Del Toro capace di vantare un comparto tecnico estremamente apprezzato dall’industria hollywoodiana.
Subito dopo questa cinquina troviamo Bugonia di Yorgos Lanthimos, probabilmente il film dal percorso più atipico dell’intera stagione. Dopo una buona accoglienza al Festival di Venezia, con una critica internazionale molto positiva e una statunitense più divisa, il film è stato inizialmente sottovalutato in ottica premi. Nonostante ciò, Bugonia ha goduto di un’ottima visibilità, sostenuta anche da un buon box office, pur non essendo un successo netto, complice l’alto budget. La presenza costante di Emma Stone e Jesse Plemons nelle principali cerimonie, unita all’overperformance nelle shortlist degli Oscar e dei BAFTA, segnala chiaramente la forza del film. Non sorprenderebbe affatto vederlo “scioccare” in qualche categoria importante.
Esauriti i titoli “sicuri” in lingua inglese, passiamo ora ai principali contendenti internazionali, i cui equilibri sono cambiati drasticamente nell’ultimo mese. It Was Just an Accident di Jafar Panahi era il favorito assoluto sin dalla vittoria della Palma d’Oro a Cannes, ma ha progressivamente perso terreno a favore di Sentimental Value di Joachim Trier e O Agente Secreto di Kleber Mendonça Filho. Il film di Panahi fatica sempre più a imporsi persino nella categoria di Miglior Film Internazionale, ormai dominata dal capolavoro di Mendonça Filho, mentre il trionfo di Trier agli European Film Awards, dove ha vinto in ogni categoria contro Panahi, ha evidenziato ulteriormente la sua debolezza.
Esiste uno scenario in cui tutti e tre i film riescono a entrare nella categoria principale, ma puntare sulle due opere più apprezzate dall’industria europea e hollywoodiana sembra la scelta più prudente.
A chiudere la decina potrebbe essere Train Dreams di Clint Bentley, presenza costante nelle premiazioni e sorprendentemente capace di assicurarsi un posto nella top 10 dei Producers Guild Awards (PGA), il termometro più affidabile dell’industria americana per la categoria. Anche se una nomination per Joel Edgerton non è affatto garantita, il film dovrebbe comunque trovare spazio tra i candidati a Miglior Film.
Discorso simile per F1 di Joseph Kosinski e Weapons di Zach Cregger, entrambi nominati ai PGA: il primo può contare su un forte potenziale nelle categorie tecniche, mentre l’horror grottesco di Cregger beneficia del sostegno degli attori, con una possibile candidatura per Amy Madigan come miglior attrice non protagonista e una concreta chance in sceneggiatura originale.
Previsioni Miglior Film
Alternative:
Miglior Regia

La cinquina di quest’anno riuscirà a replicare quanto accaduto nel 2019 e nel 2024, quando due registi internazionali riuscirono a inserirsi tra i nominati? Lo scenario appare complesso, ma tutt’altro che impossibile.
Ai Directors Guild Awards, i cinque candidati sono stati Paul Thomas Anderson, Ryan Coogler, Chloé Zhao, Josh Safdie e Guillermo del Toro, una cinquina apparentemente granitica e perfettamente allineata con i gusti dell’Academy. I primi due sono virtualmente intoccabili, forti del dominio stagionale di One Battle After Another e Sinners. Josh Safdie dovrebbe accompagnarli senza particolari problemi, sfruttando il momentum sempre più evidente di Marty Supreme e una candidatura che premia un cinema fortemente centrato sulla messa in scena e sulla performance.
Il nome più esposto del gruppo è probabilmente Guillermo del Toro. Uno scambio con Joachim Trier non sarebbe affatto sorprendente, soprattutto alla luce del trionfo di Sentimental Value agli European Film Awards, un precursore che spesso segnala con anticipo il candidato internazionale più “spendibile” a Hollywood. Trier rappresenterebbe una scelta di continuità con l’attenzione recente dell’Academy verso un cinema europeo emotivamente accessibile ma formalmente riconoscibile.
Rimane però il caso più interessante, e potenzialmente più fragile: Chloé Zhao. La sua candidatura per Hamnet sembrerebbe scontata, è pur sempre una regista già premiata con l’Oscar per Nomadland, ma il consenso attorno al film appare concentrato soprattutto sull’interpretazione struggente di Jessie Buckley e su quel “sentimental value” che permea l’intera operazione. Un valore emotivo forte, programmatico e al limite del manipolatorio, che diventa il vero motore del film, ma che rischia di oscurare l’atto registico in sé. Non è un caso che il direttore della fotografia Łukasz Żal e il comparto tecnico abbiano ricevuto un riconoscimento piuttosto tiepido dai Guilds, un segnale che rafforza l’ipotesi di uno snub a sorpresa in regia.
Ed è proprio in questo spazio di incertezza che potrebbe inserirsi Kleber Mendonça Filho. O Agente Secreto è un film che vive e respira cinema, costruito con una consapevolezza autoriale evidente in ogni scelta di messa in scena, nel lavoro sul suono, sul ritmo e sull’uso dello spazio. A differenza di Ainda Estou Aqui di Walter Salles lo scorso anno, qui non è il carico emotivo a trainare il racconto, bensì una precisa visione registica, elemento che potrebbe rendere Mendonça Filho una scelta più forte e coerente per una categoria che, almeno sulla carta, dovrebbe premiare la regia pura.
Il dubbio rimane; la logica suggerisce Chloé Zhao, il cuore spinge verso Kleber Mendonça Filho. La sensazione, però, è che se dovesse verificarsi un upset clamoroso, questo passerebbe proprio da qui.
Previsioni Miglior Regia
Alternative:
Miglior Attore

Quella che sulla carta sembrava la categoria più “noiosa” si è rivelata invece una delle più interessanti da seguire. Timothée Chalamet appare ormai il frontrunner indiscusso; Marty Supreme è costruito interamente attorno alla sua performance e il percorso nei precursori suggerisce che l’Oscar sia già nelle sue mani. Leonardo DiCaprio (One Battle After Another ), dal canto suo, dovrebbe assicurarsi la nomination senza difficoltà, forte di un consenso e di una presenza costante nelle principali cerimonie.
C’era inizialmente qualche incertezza sulla possibile candidatura di Michael B. Jordan per Sinners, ma i dubbi sono stati rapidamente dissipati. Il suo doppio ruolo dei gemelli Smoke e Stack è una prova vistosa e tecnicamente solida, che gli garantirà quasi certamente la nomination, pur riuscendo là dove Jeremy Irons fu clamorosamente snobbato per Inseparabili (Dead Ringers, 1988). Nonostante ciò, Jordan impressiona per controllo e presenza scenica, ma senza mai raggiungere l’ambiguità radicale e la profondità psicologica per innalzare la sua interpretazione ai livelli del citato Irons. Una buona prova, sicuramente avvantaggiata dal successo complessivo di Sinners.
Dopo la vittoria al Golden Globe, Wagner Moura sembra sempre più vicino alla nomination per la sua magistrale interpretazione in O Agente Secreto. Le mancate candidature ai SAG e nella longlist dei BAFTA avevano fatto sorgere qualche dubbio, ma a questo punto una sua esclusione risulterebbe sorprendente, soprattutto considerando come il film abbia progressivamente consolidato il proprio status nella corsa principale.
La vera battaglia si gioca sul quinto posto. Ethan Hawke, per Blue Moon di Richard Linklater, ha dominato i premi più prestigiosi della critica statunitense ed è stato nominato ai Golden Globe e ai SAG. È un attore rispettato e porta sullo schermo una delle sue migliori interpretazioni, diretto da un collaboratore di lunga data. Eppure, Blue Moon non è mai riuscito a imporsi al di fuori della sua performance: al netto della candidatura ai Globe come miglior film commedia o musicale e del premio ad Andrew Scott a Berlino, il film non ha trovato un vero riscontro nell’industria hollywoodiana, elemento che continua a renderne fragile la candidatura.
Il già citato Joel Edgerton potrebbe finalmente ricevere la sua prima nomination agli Oscar con Train Dreams, ma la sua interpretazione minimalista - ancor più trattenuta di Loving (2016) di Jeff Nichols - non gioca particolarmente a suo favore. La differenza, rispetto al passato, sta però nella forza complessiva del film, che potrebbe ottenere candidature importanti come Miglior Film e Fotografia, mantenendo Edgerton pienamente in corsa.
Discorso simile per Jesse Plemons in Bugonia. La sua presenza è stata una costante per tutta la stagione: è un attore rispettato, già nominato in passato, e qui offre probabilmente l’interpretazione della carriera nei panni del complottista Teddy nell’opera di Lanthimos. Un mix di visibilità, consenso critico e forza complessiva del film che dovrebbe bastare per sovrastare gli altri due nomi.
Previsioni Miglior Attore
Alternative:
Miglior Attrice

Se la categoria di miglior attore è diventata avvincente nelle scorse settimane, quella di miglior attrice ha mostrato una situazione più caotica, con nomi che inizialmente sembravano certi destinati a essere snobbati. A novembre avevamo indicato Cynthia Erivo per Wicked: For Good, Jennifer Lawrence per Die My Love e Amanda Seyfried per The Testament of Ann Lee come certezze. Non avremmo mai immaginato che Rose Byrne, con la sua performance ansiogena (premiata al Festival di Berlino 2025) in If I Had Legs I’d Kick You, sarebbe diventata rapidamente una delle interpretazioni più sicure della categoria.
Cosa è andato storto per le altre tre? Nel caso di Erivo, la seconda parte di Wicked non ha replicato il successo della prima e, senza un momento iconico alla Defying Gravity, la sua interpretazione non ha mai decollato quanto sperato. Jennifer Lawrence, con il suo ritorno al cinema d’autore e una performance intensa, dettagliata e perturbante nell’ultimo film di Lynne Ramsay, è stata penalizzata da una campagna scadente negli Stati Uniti, dalla scarsa visibilità ai festival nordamericani e da un insuccesso al box office. In un universo alternativo, Lawrence sarebbe in piena corsa per la vittoria. Amanda Seyfried, con la sua interpretazione intensa, ambigua e ascetica in The Testament of Ann Lee, non ha trovato spazio per motivi simili: distribuzione limitata, strategia di marketing quasi inesistente e persino lo snob della colonna sonora di Daniel Blumberg hanno confermato lo status del film. The Testament of Ann Lee potrà essere apprezzato negli anni a venire e reclamato come cult movie, ma questa stagione non gli renderà giustizia.
Tra le candidate più solide, Jessie Buckley sembra la vittoria più sicura della serata, mentre Rose Byrne, rafforzata dal fresco trionfo ai Golden Globe, conferma la propria candidatura. A completare la cinquina dovrebbero esserci Emma Stone per Bugonia, seguendo il ragionamento fatto su Plemons, Renate Reinsve per Sentimental Value e la newcomer Chase Infiniti per One Battle After Another. Ciò che sorprende della performance di Infiniti è che, pur comparendo in meno del 20% del film, riesce a imprimersi con forza nella memoria dello spettatore, diventando il cuore emotivo dell’opera.
L’unico nome in grado di sorprendere e stravolgere la cinquina è Kate Hudson in Song Sung Blue, ma una sua possibile nomination rischierebbe di stonare con l’alto livello delle altre interpretazioni, rendendo meno coerente la selezione finale.
Previsioni Miglior Attrice
Alternative:
Miglior Attore non protagonista

Eccoci alla categoria che, sulla carta, non dovrebbe riservare grandi sorprese: cinque nomi hanno dominato ogni cerimonia, senza che nessuno prendesse nettamente il sopravvento sugli altri. Tra i candidati più sicuri ci sono Stellan Skarsgård per Sentimental Value, Benicio Del Toro e Sean Penn per One Battle After Another. Subito dopo troviamo Jacob Elordi, la cui interpretazione in Frankenstein gli garantirebbe la sua prima, e più che meritata, nomination all’Oscar.
A completare la cinquina dovrebbe esserci Paul Mescal per il ruolo di Shakespeare in Hamnet, anche se la sua candidatura potrebbe essere scalzata da qualche membro del cast di Sinners. In questo contesto, nomi come Miles Caton, al suo debutto e già nominato ai SAG, o il veterano Delroy Lindo, che potrebbe ottenere finalmente la tanto attesa prima nomination, potrebbero rappresentare la sorpresa della categoria. Tutto dipenderà dall’impatto che Sinners avrà sull’Academy: uno scenario poco probabile, ma certamente non impossibile.
Previsioni Miglior Attore non protagonista
Alternative:
Miglior Attrice non protagonista

Zia Gladys o Perfidia Beverly Hills? Amy Madigan o Teyana Taylor? È questa la domanda principale che sorregge la categoria: chi vincerà l’Oscar? Ma al di là di questa battaglia, bisognerà capire chi occuperà gli altri tre posti della cinquina. Wunmi Mosaku dovrebbe cavalcare senza problemi l’onda di Sinners, assicurandosi una meritata nomination.
Per gli altri due posti ci sono diverse possibilità. L’opzione più probabile sembra essere Inga Ibsdotter Lilleaas per Sentimental Value, un caso piuttosto raro in cui una performance non protagonista in lingua non inglese riesce a entrare nella categoria. A differenza delle co-star Reinsve e Skarsgård, Lilleaas è praticamente sconosciuta agli occhi di Hollywood, e la sua candidatura - basata per lo più su un’interpretazione minimalista - rappresenterebbe una vera sorpresa.
Elle Fanning ha perso progressivamente spazio durante la stagione e appare improbabile che riesca a superare Lilleaas o a ottenere il secondo posto per Sentimental Value. L’ultimo spazio, invece, sembra destinato a Odessa A’zion per Marty Supreme, che ha ricevuto crescente risalto nelle ultime settimane. Con una probabile vittoria di Chalamet, la candidatura di A’zion non interromperebbe la tradizione secondo cui un attore protagonista vincente porta con sé una collega alla nomination nella categoria non protagonista. Inizialmente si pensava che questo posto potesse andare a Gwyneth Paltrow, ma il lavoro più emotivo e incisivo di A’zion ha finito per sorpassare l’interpretazione dell’attrice nei panni della diva Kay Stone.
Un’ulteriore possibile sorpresa potrebbe essere Ariana Grande per Wicked: For Good, ma, come nel caso di Cynthia Erivo, la scarsa passione nei confronti del film potrebbe giocare a sfavore della cantante-attrice, nonostante abbia comunque ricevuto più riconoscimenti rispetto alla coprotagonista.
Previsioni Miglior Attrice non protagonista
Alternative:

Le due categorie di sceneggiatura mostrano una netta divisione: quella originale potrebbe essere dominata dai contendenti internazionali, mentre quella non originale riflette maggiormente le opere in corsa anche per il Miglior Film. In poche parole, grosse sorprese non sono previste, ma qualche outsider potrebbe farsi notare.
Previsioni Miglior Sceneggiatura originale
Alternative:
Previsioni Miglior Sceneggiatura non originale
Alternative:
Miglior Film Internazionale

Tutto sembra puntare ai “Neon 5”, i cinque film internazionali distribuiti dalla Neon che hanno dominato le categorie principali. Tra questi ci sono O Agente Secreto, Sentimental Value, It Was Just an Accident, oltre a Sirāt di Oliver Laxe e No Other Choice di Park Chan-wook. C’è poi l’incognita Kaouther Ben Hania con The Voice of Hind Rajab, ma la scarsa visibilità negli Stati Uniti potrebbe penalizzare il film vincitore del Gran Premio della Giuria a Venezia. Tra le possibili alternative figurano Left-Handed Girl di Shih Ching Tsou e Sound of Falling di Mascha Schilinski.
Previsioni Miglior Film Internazionale
Alternative:
Miglior Casting

La nuova categoria degli Oscar di quest’anno promette di essere interessante. Da una parte, bisognerà capire se la branch dell’Academy riuscirà a riconoscere il ruolo del casting director, evitando di limitare il premio a un semplice ensemble award. One Battle After Another e Sinners sembrano già candidati certi, a cui va probabilmente aggiunto Hamnet, probabilmente per la scelta di affidare ruoli chiave ai fratelli Jacobi.
A concludere la cinquina potrebbe esserci Marty Supreme, il cui lavoro sul casting meriterebbe già a priori un riconoscimento, vista la capacità di scegliere personalità come Kevin O’Leary, Tyler, The Creator, Abel Ferrara, Luke Manley e Penn Jillette, che aggiungono un valore extra al film. L’ultimo posto potrebbe spettare a uno dei contendenti internazionali: Sentimental Value parte avvantaggiato, ma l’ampia varietà degli interpreti di O Agente Secreto e Sirāt potrebbe riservare sorprese. Da non sottovalutare anche Weapons, soprattutto pensando al casting, che ha subito cambiamenti radicali rispetto alla versione iniziale, dove erano previsti Renate Reinsve al posto di Juno Temple e Pedro Pascal al posto di Josh Brolin. Nonostante ciò, le scelte secondarie si sono rivelate comunque azzeccate e notevoli.
Previsioni Miglior Casting
Alternative:
Miglior Documentario e Animazione

In queste due categorie non ci aspettiamo grandi sorprese, anche perché i premi precedenti hanno mostrato un trend piuttosto chiaro. La categoria di miglior documentario resta leggermente incerta per quanto riguarda il vincitore: sarà interessante vedere se un documentario mastodontico della durata di cinque ore come My Undesirable Friends: Part I – Last Air in Moscow, diretto da Julia Loktev, riuscirà a raggiungere la cinquina. Tra gli altri possibili contendenti troviamo Cover-Up di Laura Poitras e Mark Obenhaus e The Perfect Neighbor di Geeta Gandbhir, che potrebbero giocarsela fino alla fine. Non vanno sottovalutati Apocalypse in the Tropics di Petra Costa e 2000 Metres to Andrivka di Mstyslav Chernov.
La categoria di miglior film d’animazione appare invece piuttosto definita: KPop Demon Hunters, diretto da Maggie Kang e Chris Appelhans, sembra destinato a dominare, forte del successo critico e sulla piattaforma di Netflix. Tuttavia, altri titoli meritano attenzione: Zootopia 2 della squadra di Walt Disney Animation Studios continua a puntare su una narrazione solida e personaggi iconici, Arco di Ugo Bienvenu si distingue per uno stile artistico originale, e Amélie et la métaphysique des tubes di Maïlys Vallade e Liane‑Cho Han incanta con la sua delicatezza e creatività visiva. Ognuno di questi film porta qualcosa di unico sullo schermo, rendendo la corsa all’Oscar più interessante di quanto appaia a prima vista.
Previsioni Miglior Documentario
Alternative:
Previsioni Miglior Film d’Animazione
Alternative:
Miglior Fotografia e Montaggio

Due categorie molto interessanti, che potrebbero offrire un’indicazione sulla reale forza o debolezza di alcuni contendenti, soprattutto Hamnet, la cui eventuale mancata nomination in una delle due categorie farebbe inevitabilmente sorgere qualche dubbio sul suo posizionamento complessivo. One Battle After Another, Sinners e Marty Supreme dovrebbero essere al sicuro in entrambe le categorie, mentre nella corsa al miglior montaggio si spera che qualche film riesca a rubare il posto a F1, al momento dato come uno dei favoriti tecnici.
Per quanto riguarda la fotografia, Frankenstein e Train Dreams appaiono molto vicini alla nomination, forti del riconoscimento ricevuto dall’ASC, tradizionale e affidabile precursore della categoria. Un segnale tutt’altro che scontato, soprattutto se messo a confronto con l’assenza di un nome celebrato come Łukasz Żal per Hamnet, che potrebbe indicare una minore compattezza di consenso intorno al film rispetto alle aspettative iniziali.
Previsioni Miglior Fotografia
Alternative:
Previsioni Miglior Montaggio
Alternative:
Altre categorie tecniche

Oltre ai soliti sospetti già citati finora, ci aspettiamo qualche nomination anche per Wicked: For Good e il nuovo Avatar di James Cameron, ma soprattutto speriamo in una sorpresa da parte di Sirāt, sia nella categoria di miglior colonna sonora che in quella di miglior suono. Sinners dovrebbe comunque dominare queste ultime categorie, così come Frankenstein, forte di un impianto tecnico particolarmente riconoscibile e in linea con i gusti dell’Academy.
Da tenere d’occhio anche Marty Supreme, che potrebbe rivelarsi una presenza trasversale in diverse categorie tecniche. Oltre ai costumi, dove appare già come un candidato credibile, il film potrebbe sorprendere anche nel trucco e acconciatura e nella scenografia, grazie a un lavoro di ricostruzione visiva molto curato e a una forte identità estetica. Un pacchetto tecnico solido che, se adeguatamente supportato, potrebbe garantire al film qualche nomination in più rispetto a quanto inizialmente previsto.
Previsioni Miglior Scenografia
Previsioni Migliori Costumi
Previsioni Miglior Trucco e Acconciatura
Previsioni Miglior Suono
Previsioni Miglior Colonna Sonora
Previsioni Miglior Canzone Originale
Previsioni Migliori Effetti Speciali
di Omar Franini
NC-384
21.01.2026
Mancano ormai poche ore all’annuncio delle nomination degli Oscar 2026, i premi cinematografici americani più rinomati e conosciuti a livello mediatico. Dopo aver provato a predire i premi della 97ª edizione, è giunto il momento di rinnovare questo appuntamento.
Oggi cercheremo di intuire quali potrebbero essere le grandi sorprese e, soprattutto, i grandi snobbati della prossima edizione degli Academy Awards, ripercorrendo anche il percorso stagionale dei vari film. Di seguito riporteremo le previsioni delle categorie più importanti, citando i possibili candidati in ordine di probabilità.
Miglior Film

One Battle After Another.
Sinners.
One Battle After Another.
Sinners.
La ripetizione di questi due titoli non è affatto casuale: serve semplicemente a prepararvi a ciò che sentirete più volte durante l’annuncio delle nomination. Le opere di Paul Thomas Anderson e Ryan Coogler non solo dovrebbero superare agevolmente la doppia cifra di candidature, ma c’è la concreta possibilità che possano entrare nella storia degli Oscar come due dei film più nominati di sempre. Nel caso di Sinners, superare il record delle quattordici nomination sembra ormai sempre più una certezza.
One Battle After Another appare destinato a dominare le above-the-line categories, ovvero quelle non tecniche, mentre Sinners dovrebbe fare l’esatto opposto, costruendo la propria forza su un comparto tecnico imponente, senza però rinunciare a una solida presenza anche nelle categorie principali. Prima di entrare nel dettaglio delle singole categorie, è però necessario partire da quella più ambita, Miglior Film, e capire quali saranno gli otto titoli che completeranno la decina.
Hamnet di Chloé Zhao, forte della vittoria ai Golden Globe, si candida a essere il “terzo incomodo” nella corsa alla statuetta, anche se le sue possibilità di vittoria restano inferiori rispetto ai due frontrunner citati. Frankenstein di Guillermo del Toro e Marty Supreme di Josh Safdie, due opere costantemente presenti durante tutta la stagione dei premi, non dovrebbero mancare la nomination e potrebbero avvicinarsi entrambe alla doppia cifra.
In un certo senso, questi due titoli riflettono lo stesso parallelismo che caratterizza One Battle After Another e Sinners: da una parte un film fortemente dominato dall’interpretazione centrale di Timothée Chalamet nel caso di Marty Supreme, dall’altra l’ennesima opera di Del Toro capace di vantare un comparto tecnico estremamente apprezzato dall’industria hollywoodiana.
Subito dopo questa cinquina troviamo Bugonia di Yorgos Lanthimos, probabilmente il film dal percorso più atipico dell’intera stagione. Dopo una buona accoglienza al Festival di Venezia, con una critica internazionale molto positiva e una statunitense più divisa, il film è stato inizialmente sottovalutato in ottica premi. Nonostante ciò, Bugonia ha goduto di un’ottima visibilità, sostenuta anche da un buon box office, pur non essendo un successo netto, complice l’alto budget. La presenza costante di Emma Stone e Jesse Plemons nelle principali cerimonie, unita all’overperformance nelle shortlist degli Oscar e dei BAFTA, segnala chiaramente la forza del film. Non sorprenderebbe affatto vederlo “scioccare” in qualche categoria importante.
Esauriti i titoli “sicuri” in lingua inglese, passiamo ora ai principali contendenti internazionali, i cui equilibri sono cambiati drasticamente nell’ultimo mese. It Was Just an Accident di Jafar Panahi era il favorito assoluto sin dalla vittoria della Palma d’Oro a Cannes, ma ha progressivamente perso terreno a favore di Sentimental Value di Joachim Trier e O Agente Secreto di Kleber Mendonça Filho. Il film di Panahi fatica sempre più a imporsi persino nella categoria di Miglior Film Internazionale, ormai dominata dal capolavoro di Mendonça Filho, mentre il trionfo di Trier agli European Film Awards, dove ha vinto in ogni categoria contro Panahi, ha evidenziato ulteriormente la sua debolezza.
Esiste uno scenario in cui tutti e tre i film riescono a entrare nella categoria principale, ma puntare sulle due opere più apprezzate dall’industria europea e hollywoodiana sembra la scelta più prudente.
A chiudere la decina potrebbe essere Train Dreams di Clint Bentley, presenza costante nelle premiazioni e sorprendentemente capace di assicurarsi un posto nella top 10 dei Producers Guild Awards (PGA), il termometro più affidabile dell’industria americana per la categoria. Anche se una nomination per Joel Edgerton non è affatto garantita, il film dovrebbe comunque trovare spazio tra i candidati a Miglior Film.
Discorso simile per F1 di Joseph Kosinski e Weapons di Zach Cregger, entrambi nominati ai PGA: il primo può contare su un forte potenziale nelle categorie tecniche, mentre l’horror grottesco di Cregger beneficia del sostegno degli attori, con una possibile candidatura per Amy Madigan come miglior attrice non protagonista e una concreta chance in sceneggiatura originale.
Previsioni Miglior Film
Alternative:
Miglior Regia

La cinquina di quest’anno riuscirà a replicare quanto accaduto nel 2019 e nel 2024, quando due registi internazionali riuscirono a inserirsi tra i nominati? Lo scenario appare complesso, ma tutt’altro che impossibile.
Ai Directors Guild Awards, i cinque candidati sono stati Paul Thomas Anderson, Ryan Coogler, Chloé Zhao, Josh Safdie e Guillermo del Toro, una cinquina apparentemente granitica e perfettamente allineata con i gusti dell’Academy. I primi due sono virtualmente intoccabili, forti del dominio stagionale di One Battle After Another e Sinners. Josh Safdie dovrebbe accompagnarli senza particolari problemi, sfruttando il momentum sempre più evidente di Marty Supreme e una candidatura che premia un cinema fortemente centrato sulla messa in scena e sulla performance.
Il nome più esposto del gruppo è probabilmente Guillermo del Toro. Uno scambio con Joachim Trier non sarebbe affatto sorprendente, soprattutto alla luce del trionfo di Sentimental Value agli European Film Awards, un precursore che spesso segnala con anticipo il candidato internazionale più “spendibile” a Hollywood. Trier rappresenterebbe una scelta di continuità con l’attenzione recente dell’Academy verso un cinema europeo emotivamente accessibile ma formalmente riconoscibile.
Rimane però il caso più interessante, e potenzialmente più fragile: Chloé Zhao. La sua candidatura per Hamnet sembrerebbe scontata, è pur sempre una regista già premiata con l’Oscar per Nomadland, ma il consenso attorno al film appare concentrato soprattutto sull’interpretazione struggente di Jessie Buckley e su quel “sentimental value” che permea l’intera operazione. Un valore emotivo forte, programmatico e al limite del manipolatorio, che diventa il vero motore del film, ma che rischia di oscurare l’atto registico in sé. Non è un caso che il direttore della fotografia Łukasz Żal e il comparto tecnico abbiano ricevuto un riconoscimento piuttosto tiepido dai Guilds, un segnale che rafforza l’ipotesi di uno snub a sorpresa in regia.
Ed è proprio in questo spazio di incertezza che potrebbe inserirsi Kleber Mendonça Filho. O Agente Secreto è un film che vive e respira cinema, costruito con una consapevolezza autoriale evidente in ogni scelta di messa in scena, nel lavoro sul suono, sul ritmo e sull’uso dello spazio. A differenza di Ainda Estou Aqui di Walter Salles lo scorso anno, qui non è il carico emotivo a trainare il racconto, bensì una precisa visione registica, elemento che potrebbe rendere Mendonça Filho una scelta più forte e coerente per una categoria che, almeno sulla carta, dovrebbe premiare la regia pura.
Il dubbio rimane; la logica suggerisce Chloé Zhao, il cuore spinge verso Kleber Mendonça Filho. La sensazione, però, è che se dovesse verificarsi un upset clamoroso, questo passerebbe proprio da qui.
Previsioni Miglior Regia
Alternative:
Miglior Attore

Quella che sulla carta sembrava la categoria più “noiosa” si è rivelata invece una delle più interessanti da seguire. Timothée Chalamet appare ormai il frontrunner indiscusso; Marty Supreme è costruito interamente attorno alla sua performance e il percorso nei precursori suggerisce che l’Oscar sia già nelle sue mani. Leonardo DiCaprio (One Battle After Another ), dal canto suo, dovrebbe assicurarsi la nomination senza difficoltà, forte di un consenso e di una presenza costante nelle principali cerimonie.
C’era inizialmente qualche incertezza sulla possibile candidatura di Michael B. Jordan per Sinners, ma i dubbi sono stati rapidamente dissipati. Il suo doppio ruolo dei gemelli Smoke e Stack è una prova vistosa e tecnicamente solida, che gli garantirà quasi certamente la nomination, pur riuscendo là dove Jeremy Irons fu clamorosamente snobbato per Inseparabili (Dead Ringers, 1988). Nonostante ciò, Jordan impressiona per controllo e presenza scenica, ma senza mai raggiungere l’ambiguità radicale e la profondità psicologica per innalzare la sua interpretazione ai livelli del citato Irons. Una buona prova, sicuramente avvantaggiata dal successo complessivo di Sinners.
Dopo la vittoria al Golden Globe, Wagner Moura sembra sempre più vicino alla nomination per la sua magistrale interpretazione in O Agente Secreto. Le mancate candidature ai SAG e nella longlist dei BAFTA avevano fatto sorgere qualche dubbio, ma a questo punto una sua esclusione risulterebbe sorprendente, soprattutto considerando come il film abbia progressivamente consolidato il proprio status nella corsa principale.
La vera battaglia si gioca sul quinto posto. Ethan Hawke, per Blue Moon di Richard Linklater, ha dominato i premi più prestigiosi della critica statunitense ed è stato nominato ai Golden Globe e ai SAG. È un attore rispettato e porta sullo schermo una delle sue migliori interpretazioni, diretto da un collaboratore di lunga data. Eppure, Blue Moon non è mai riuscito a imporsi al di fuori della sua performance: al netto della candidatura ai Globe come miglior film commedia o musicale e del premio ad Andrew Scott a Berlino, il film non ha trovato un vero riscontro nell’industria hollywoodiana, elemento che continua a renderne fragile la candidatura.
Il già citato Joel Edgerton potrebbe finalmente ricevere la sua prima nomination agli Oscar con Train Dreams, ma la sua interpretazione minimalista - ancor più trattenuta di Loving (2016) di Jeff Nichols - non gioca particolarmente a suo favore. La differenza, rispetto al passato, sta però nella forza complessiva del film, che potrebbe ottenere candidature importanti come Miglior Film e Fotografia, mantenendo Edgerton pienamente in corsa.
Discorso simile per Jesse Plemons in Bugonia. La sua presenza è stata una costante per tutta la stagione: è un attore rispettato, già nominato in passato, e qui offre probabilmente l’interpretazione della carriera nei panni del complottista Teddy nell’opera di Lanthimos. Un mix di visibilità, consenso critico e forza complessiva del film che dovrebbe bastare per sovrastare gli altri due nomi.
Previsioni Miglior Attore
Alternative:
Miglior Attrice

Se la categoria di miglior attore è diventata avvincente nelle scorse settimane, quella di miglior attrice ha mostrato una situazione più caotica, con nomi che inizialmente sembravano certi destinati a essere snobbati. A novembre avevamo indicato Cynthia Erivo per Wicked: For Good, Jennifer Lawrence per Die My Love e Amanda Seyfried per The Testament of Ann Lee come certezze. Non avremmo mai immaginato che Rose Byrne, con la sua performance ansiogena (premiata al Festival di Berlino 2025) in If I Had Legs I’d Kick You, sarebbe diventata rapidamente una delle interpretazioni più sicure della categoria.
Cosa è andato storto per le altre tre? Nel caso di Erivo, la seconda parte di Wicked non ha replicato il successo della prima e, senza un momento iconico alla Defying Gravity, la sua interpretazione non ha mai decollato quanto sperato. Jennifer Lawrence, con il suo ritorno al cinema d’autore e una performance intensa, dettagliata e perturbante nell’ultimo film di Lynne Ramsay, è stata penalizzata da una campagna scadente negli Stati Uniti, dalla scarsa visibilità ai festival nordamericani e da un insuccesso al box office. In un universo alternativo, Lawrence sarebbe in piena corsa per la vittoria. Amanda Seyfried, con la sua interpretazione intensa, ambigua e ascetica in The Testament of Ann Lee, non ha trovato spazio per motivi simili: distribuzione limitata, strategia di marketing quasi inesistente e persino lo snob della colonna sonora di Daniel Blumberg hanno confermato lo status del film. The Testament of Ann Lee potrà essere apprezzato negli anni a venire e reclamato come cult movie, ma questa stagione non gli renderà giustizia.
Tra le candidate più solide, Jessie Buckley sembra la vittoria più sicura della serata, mentre Rose Byrne, rafforzata dal fresco trionfo ai Golden Globe, conferma la propria candidatura. A completare la cinquina dovrebbero esserci Emma Stone per Bugonia, seguendo il ragionamento fatto su Plemons, Renate Reinsve per Sentimental Value e la newcomer Chase Infiniti per One Battle After Another. Ciò che sorprende della performance di Infiniti è che, pur comparendo in meno del 20% del film, riesce a imprimersi con forza nella memoria dello spettatore, diventando il cuore emotivo dell’opera.
L’unico nome in grado di sorprendere e stravolgere la cinquina è Kate Hudson in Song Sung Blue, ma una sua possibile nomination rischierebbe di stonare con l’alto livello delle altre interpretazioni, rendendo meno coerente la selezione finale.
Previsioni Miglior Attrice
Alternative:
Miglior Attore non protagonista

Eccoci alla categoria che, sulla carta, non dovrebbe riservare grandi sorprese: cinque nomi hanno dominato ogni cerimonia, senza che nessuno prendesse nettamente il sopravvento sugli altri. Tra i candidati più sicuri ci sono Stellan Skarsgård per Sentimental Value, Benicio Del Toro e Sean Penn per One Battle After Another. Subito dopo troviamo Jacob Elordi, la cui interpretazione in Frankenstein gli garantirebbe la sua prima, e più che meritata, nomination all’Oscar.
A completare la cinquina dovrebbe esserci Paul Mescal per il ruolo di Shakespeare in Hamnet, anche se la sua candidatura potrebbe essere scalzata da qualche membro del cast di Sinners. In questo contesto, nomi come Miles Caton, al suo debutto e già nominato ai SAG, o il veterano Delroy Lindo, che potrebbe ottenere finalmente la tanto attesa prima nomination, potrebbero rappresentare la sorpresa della categoria. Tutto dipenderà dall’impatto che Sinners avrà sull’Academy: uno scenario poco probabile, ma certamente non impossibile.
Previsioni Miglior Attore non protagonista
Alternative:
Miglior Attrice non protagonista

Zia Gladys o Perfidia Beverly Hills? Amy Madigan o Teyana Taylor? È questa la domanda principale che sorregge la categoria: chi vincerà l’Oscar? Ma al di là di questa battaglia, bisognerà capire chi occuperà gli altri tre posti della cinquina. Wunmi Mosaku dovrebbe cavalcare senza problemi l’onda di Sinners, assicurandosi una meritata nomination.
Per gli altri due posti ci sono diverse possibilità. L’opzione più probabile sembra essere Inga Ibsdotter Lilleaas per Sentimental Value, un caso piuttosto raro in cui una performance non protagonista in lingua non inglese riesce a entrare nella categoria. A differenza delle co-star Reinsve e Skarsgård, Lilleaas è praticamente sconosciuta agli occhi di Hollywood, e la sua candidatura - basata per lo più su un’interpretazione minimalista - rappresenterebbe una vera sorpresa.
Elle Fanning ha perso progressivamente spazio durante la stagione e appare improbabile che riesca a superare Lilleaas o a ottenere il secondo posto per Sentimental Value. L’ultimo spazio, invece, sembra destinato a Odessa A’zion per Marty Supreme, che ha ricevuto crescente risalto nelle ultime settimane. Con una probabile vittoria di Chalamet, la candidatura di A’zion non interromperebbe la tradizione secondo cui un attore protagonista vincente porta con sé una collega alla nomination nella categoria non protagonista. Inizialmente si pensava che questo posto potesse andare a Gwyneth Paltrow, ma il lavoro più emotivo e incisivo di A’zion ha finito per sorpassare l’interpretazione dell’attrice nei panni della diva Kay Stone.
Un’ulteriore possibile sorpresa potrebbe essere Ariana Grande per Wicked: For Good, ma, come nel caso di Cynthia Erivo, la scarsa passione nei confronti del film potrebbe giocare a sfavore della cantante-attrice, nonostante abbia comunque ricevuto più riconoscimenti rispetto alla coprotagonista.
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Le due categorie di sceneggiatura mostrano una netta divisione: quella originale potrebbe essere dominata dai contendenti internazionali, mentre quella non originale riflette maggiormente le opere in corsa anche per il Miglior Film. In poche parole, grosse sorprese non sono previste, ma qualche outsider potrebbe farsi notare.
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Miglior Film Internazionale

Tutto sembra puntare ai “Neon 5”, i cinque film internazionali distribuiti dalla Neon che hanno dominato le categorie principali. Tra questi ci sono O Agente Secreto, Sentimental Value, It Was Just an Accident, oltre a Sirāt di Oliver Laxe e No Other Choice di Park Chan-wook. C’è poi l’incognita Kaouther Ben Hania con The Voice of Hind Rajab, ma la scarsa visibilità negli Stati Uniti potrebbe penalizzare il film vincitore del Gran Premio della Giuria a Venezia. Tra le possibili alternative figurano Left-Handed Girl di Shih Ching Tsou e Sound of Falling di Mascha Schilinski.
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Miglior Casting

La nuova categoria degli Oscar di quest’anno promette di essere interessante. Da una parte, bisognerà capire se la branch dell’Academy riuscirà a riconoscere il ruolo del casting director, evitando di limitare il premio a un semplice ensemble award. One Battle After Another e Sinners sembrano già candidati certi, a cui va probabilmente aggiunto Hamnet, probabilmente per la scelta di affidare ruoli chiave ai fratelli Jacobi.
A concludere la cinquina potrebbe esserci Marty Supreme, il cui lavoro sul casting meriterebbe già a priori un riconoscimento, vista la capacità di scegliere personalità come Kevin O’Leary, Tyler, The Creator, Abel Ferrara, Luke Manley e Penn Jillette, che aggiungono un valore extra al film. L’ultimo posto potrebbe spettare a uno dei contendenti internazionali: Sentimental Value parte avvantaggiato, ma l’ampia varietà degli interpreti di O Agente Secreto e Sirāt potrebbe riservare sorprese. Da non sottovalutare anche Weapons, soprattutto pensando al casting, che ha subito cambiamenti radicali rispetto alla versione iniziale, dove erano previsti Renate Reinsve al posto di Juno Temple e Pedro Pascal al posto di Josh Brolin. Nonostante ciò, le scelte secondarie si sono rivelate comunque azzeccate e notevoli.
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Miglior Documentario e Animazione

In queste due categorie non ci aspettiamo grandi sorprese, anche perché i premi precedenti hanno mostrato un trend piuttosto chiaro. La categoria di miglior documentario resta leggermente incerta per quanto riguarda il vincitore: sarà interessante vedere se un documentario mastodontico della durata di cinque ore come My Undesirable Friends: Part I – Last Air in Moscow, diretto da Julia Loktev, riuscirà a raggiungere la cinquina. Tra gli altri possibili contendenti troviamo Cover-Up di Laura Poitras e Mark Obenhaus e The Perfect Neighbor di Geeta Gandbhir, che potrebbero giocarsela fino alla fine. Non vanno sottovalutati Apocalypse in the Tropics di Petra Costa e 2000 Metres to Andrivka di Mstyslav Chernov.
La categoria di miglior film d’animazione appare invece piuttosto definita: KPop Demon Hunters, diretto da Maggie Kang e Chris Appelhans, sembra destinato a dominare, forte del successo critico e sulla piattaforma di Netflix. Tuttavia, altri titoli meritano attenzione: Zootopia 2 della squadra di Walt Disney Animation Studios continua a puntare su una narrazione solida e personaggi iconici, Arco di Ugo Bienvenu si distingue per uno stile artistico originale, e Amélie et la métaphysique des tubes di Maïlys Vallade e Liane‑Cho Han incanta con la sua delicatezza e creatività visiva. Ognuno di questi film porta qualcosa di unico sullo schermo, rendendo la corsa all’Oscar più interessante di quanto appaia a prima vista.
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Miglior Fotografia e Montaggio

Due categorie molto interessanti, che potrebbero offrire un’indicazione sulla reale forza o debolezza di alcuni contendenti, soprattutto Hamnet, la cui eventuale mancata nomination in una delle due categorie farebbe inevitabilmente sorgere qualche dubbio sul suo posizionamento complessivo. One Battle After Another, Sinners e Marty Supreme dovrebbero essere al sicuro in entrambe le categorie, mentre nella corsa al miglior montaggio si spera che qualche film riesca a rubare il posto a F1, al momento dato come uno dei favoriti tecnici.
Per quanto riguarda la fotografia, Frankenstein e Train Dreams appaiono molto vicini alla nomination, forti del riconoscimento ricevuto dall’ASC, tradizionale e affidabile precursore della categoria. Un segnale tutt’altro che scontato, soprattutto se messo a confronto con l’assenza di un nome celebrato come Łukasz Żal per Hamnet, che potrebbe indicare una minore compattezza di consenso intorno al film rispetto alle aspettative iniziali.
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Altre categorie tecniche

Oltre ai soliti sospetti già citati finora, ci aspettiamo qualche nomination anche per Wicked: For Good e il nuovo Avatar di James Cameron, ma soprattutto speriamo in una sorpresa da parte di Sirāt, sia nella categoria di miglior colonna sonora che in quella di miglior suono. Sinners dovrebbe comunque dominare queste ultime categorie, così come Frankenstein, forte di un impianto tecnico particolarmente riconoscibile e in linea con i gusti dell’Academy.
Da tenere d’occhio anche Marty Supreme, che potrebbe rivelarsi una presenza trasversale in diverse categorie tecniche. Oltre ai costumi, dove appare già come un candidato credibile, il film potrebbe sorprendere anche nel trucco e acconciatura e nella scenografia, grazie a un lavoro di ricostruzione visiva molto curato e a una forte identità estetica. Un pacchetto tecnico solido che, se adeguatamente supportato, potrebbe garantire al film qualche nomination in più rispetto a quanto inizialmente previsto.
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Previsioni Migliori Costumi
Previsioni Miglior Trucco e Acconciatura
Previsioni Miglior Suono
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Previsioni Migliori Effetti Speciali