
di Elena Guardiani
NC-441
01.07.2026
Il calendario, di solito, si appende in cucina sotto l’orologio, come a creare un asse simmetrico e incrementale di scansione del tempo. I secondi diventano ore, che diventano giorni, che diventano settimane, fino a che le caselle si esauriscono, e bisogna comprarne uno nuovo. Oltre che dal meteo e dalla notte che si avvicina o si allontana, sui calendari i mesi vengono contraddistinti da un’immagine - un’ape che raccoglie il polline, un'aerea dell’Empire State Building, un quadro di Miró - che in un modo o nell’altro cerca di racchiudere l’essenza di questa particolare trentina di giorni.
Per questo Luglio, al posto della singola illustrazione a cui siamo abituati, ODG pubblicherà una selezione di dieci film da vedere durante il mese, appositamente scelti per marcare ricorrenze, anniversari e affinità umorali.
4 Luglio. La Chimera (2023), di Alice Rohrwacher

Presentata in concorso alla 76esima edizione del festival di Cannes la pellicola ha inaugurato il sodalizio lavorativo tra Alice Rohrwacher e Josh O’Connor. La Chimera conserva gli stilemi tipici del cinema dell’autrice e si pone in continuità con le sue due opere precedenti. Dopo Le Meraviglie (2014) e Lazzaro Felice (2018) Alice Rohrwacher rinnova il suo interesse per il realismo magico e per i personaggi picareschi, antieroi che vivono di espedienti proprio come il protagonista de La Chimera. Arthur infatti è un giovane rabdomante privo di mezzi che collabora con un gruppo di tombaroli nella Tuscia degli anni Ottanta, vivendo in uno stato di semiclandestinità e guadagnandosi da vivere con la vendita dei reperti etruschi trafugati grazie al suo dono. Intensa e commovente performance di O’connor che potrà di nuovo essere ammirata sul grande schermo il 4 luglio 2026 al Parco della Cervelletta a Roma nell’ambito della rassegna del Cinema in Piazza.
Disponibile su MUBI e RayPlay
6 Luglio. Romeo e Giulietta (1968), di Franco Zffirelli

Nonostante non venga ricordata abbastanza, questa è una delle trasposizioni più suggestive della celeberrima opera di Shakespeare. Attraverso una messa in scena tradizionale figlia del suo tempo Zffirelli costruisce un impianto di grande potenza visiva e scenografica, complici la fotografia di Pasqualino De Sanctis e i costumi di Danilo Donati, capaci da soli di restituire l’immagine di un Rinascimento colorato e vibrante, animato da figure teatrali che gioiscono e soffrono con una tangibile autenticità. La colonna sonora di Nino Rota cesella in modo sublime i passaggi del film conferendo alla visione un ritmo che snocciola, fotogramma dopo fotogramma, un'inossidabile armonia estetica e compositiva. I corpi dei due protagonisti, gli allora giovanissimi Olivia Hussey e Leonard Whiting incarnano lo spirito universale di una storia che forse il cinema non si stancherà mai di raccontare.
Disponibile su Netflix
12 Luglio. Il Conformista (1970), di Bernardo Bertolucci

Adattamento dell’omonimo romanzo di Moravia, il quarto lungometraggio di Bernardo Bertolucci inaugurerà un decennio particolarmente felice per il regista, che a distanza di pochi anni girerà tre dei suoi film più celebri, almeno due dei quali universalmente riconosciuti come capolavori. Il Conformista merita assolutamente di essere considerato tale, uno spaccato incredibile dell’Italia fascista e dei suoi meccanismi di potere raccontati attraverso una messa in scena da scuola di cinema e l’utilizzo di un linguaggio filmico talmente raffinato da lasciare meravigliati alla prima ma soprattutto alle successive visioni. Questo film è esattamente ciò che dovrebbe sempre essere il cinema, un’opera di impegno politico - civile capace di indagare anche la sfera intima e famigliare, un’opera dove il formalismo è sempre al servizio della narrazione e non scade mai in una ricerca estetica fine a sé stessa.
Acquistabile su Prime Video.
14 Luglio. Bringing up Baby (1938), di Howard Hawks

Oggi la definiremo “Rom Com”, una commedia romantica leggera e potenzialmente esilarante, descrizione perfetta per Bringing Up Baby, tradotto in italiano con il titolo Susanna!. Considerata un insuccesso commerciale appena dopo il suo debutto al cinema alla fine degli anni Trenta, con il tempo la pellicola è riuscita a guadagnarsi l’interesse di pubblico e critica, tanto da essere considerato oggi un classico del cinema hollywoodiano dell’epoca d’oro, inserito all’interno di meccanismi produttivi tipici di quel frangente storico in cui il cinema consolidava il sistema divistico e la cristallizzazione degli attori all’interno di generi e personaggi destinati a renderli iconici. Nel caso di Bringing up baby venne scelta Katherine Hepburn per incarnare il modello della donna sofisticata ed anticonformista, mentre la sua controparte maschile viene impersonata da Cary Grant, Divo che in questo caso presta il suo volto e il suo copro per un ruolo comico che accoglie tutti gli stilemi di quella che la storia del cinema ha battezzato come “Screwball Comedy”.
Acquistabile su RaiPlay
17 Luglio. Sense and Sensibility ( 1995), di Ang Lee

A settembre uscirà in Inghilterra un nuova versione cinematografica di uno dei romanzi più celebri di Jane Austen, edito nel 1811. L’annuncio dell’ennesimo adattamento di Ragione e Sentimento ha generato negli amanti dell’opera reazioni contrastanti oltre che l’inevitabile confronto con una delle trasposizioni più celebri della storia. Sense and Sensibility per la regia di Ang Lee ha vinto l'Orso d'oro al Festival di Berlino del 1996 e rimane ad oggi una pellicola in grado di catturare lo spirito autentico della scrittura e del modo della Austen, restituito attraverso un linguaggio cinematografico che pur rispettando i canoni tipici dei period drama anni Novanta conserva una sua longevità stilistica oltre che un’accentuata eleganza compositiva.
Acquistabile su Prime Video
20 Luglio. Call me by your name ( 2018),di Luca Guadagnino

Rimango sempre sorpresa da quante persone non abbiano mai visto il film che ha consolidato la carriera di Luca Guadagnino e lanciato quella di Timothèe Chalamet. Sceneggiato da James Avory, che nel 2018 vinse l’Oscar per la Miglior Sceneggiatura non Originale, Call me by your name rappresenta uno di quei casi in cui l’adattamento cinematografico supera la controparte cartacea. Girato nella piovosa estate del 2016 nella provincia di Cremona il film imbastisce un idilliaco scenario estivo da campagna italiana e sullo sfondo di una villa di famiglia e di un retaggio culturale eclettico innesta l’incontro tra Oliver ed Elio. Le equilibrate scelte narrative e stilistiche del regista trascendono la sessualità dei protagonisti, proiettando la vicenda su un piano che supera gli orientamenti di genere e restituisce una storia dolceamara a cui è sempre confortante tornare, anche a distanza di anni.
Disponibile su Prime Video
20 Luglio. Il Gattopardo (1963), di Luchino Visconti

Se non avete mai visto questa pietra miliare del cinema italiano vi conviene approfittare del torrido vento estivo per chiudere gli occhi e provare ad immaginare l’odore appiccicoso delle zagare che circondano palazzo Salina nel maggio del 1860, quando Garibaldi sbarca in Sicilia per dare inizio all’Unità d’Italia. Tratto dall’omonimo memoire di Giuseppe Tomasi di Lampedusa il film di Luchino Visconti vide la luce al termine di una vicenda produttiva travagliata e altalenante quanto il percorso del Risorgimento italiano. Il Gattopardo non è solo un film visivamente potente ricco di dettagli e di cura per la ricostruzione di un’epoca, è soprattutto un’analisi sfaccettata e a tratti anche divertente su un momento cruciale della nostra storia nazionale, una pellicola all’interno della quale è possibile rintracciare diversi spunti di riflessione validi ancora oggi per indagare la contemporaneità del nostro Paese.
Disponibile su MUBI e RaiPlay
22 Luglio. Casino Royale (2006), di Martin Campbell

Da mesi girano rumors e speculazioni su chi interpreterà James Bond nella nuova fase cinematografica dell’universo dedicato a 007 e mentre su Internet impazza il toto cast con annessi giudizi di valore sui possibili candidati è bene ricordare che, quando nel 2005 venne annunciato che Daniel Craig avrebbe succeduto Pierce Brosnan nei panni del più famoso degli agenti segreti, non mancarono le critiche e le polemiche del caso. L’anno successivo però uscìCasino Royale, ventunesimo film della serie dedicata al personaggio creato da Ian Fleming, e subito pubblico e critica si espressero in favore dell’interpretazione di Craig, capace di essere allo stesso tempo freddo e imperturbabile cosi come all’occorenza ironico e passionale. Casino Royal è ancora oggi uno dei capitoli cinematografici più apprezzati della saga di 007, considerato in un certo senso un cult all’interno del genere per la sua capacità di rappresentare un nuovo inizio per la narrazione del personaggio di Bond.
Acquistabile su Chili
26 Luglio. Breakfast at Tiffany's (1961), di Blake Edwards

Un film talmente citato dalla cultura pop da essersi guadagnato un posto fisso nell’immaginario collettivo di più di una generazione. Nonostante ciò scommetto che pochi saprebbero dire di cosa parla veramente Colazione da Tiffany, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Truman Capote che rischia con la sua fama di rimanere intrappolato in un biglietto da visita fin troppo patinato. Una visione più attenta e consapevole potrebbe aiutare a scorgere cosa rimane aldilà degli outfit di Audrey Hepburn disegnati da Givenchy e delle stramberie di Holly Golightly che canta Moon River dalla finestra del suo appartamento. Colazione da Tffany prima di essere un classico del cinema americano è la storia di quanto sia difficile trovare il proprio posto nel mondo, sfuggire alle convenzioni e al conformismo per abbracciare la propria natura più autentica, l’unica in grado di garantirci un’esistenza piena al di là delle contingenze e delle condizioni materiali.
Disponibile su Paramount+ e NOW TV
29 Luglio. Dune- Parte 2 (2024), di Denis Villeneuve

Il 16 Dicembre 2026 uscirà al cinema il terzo adattamento di una saga letteraria considerata per molto tempo non compatibile con il linguaggio filmico. Una storia che neanche David Lynch è riuscito a trasporre con risultati soddisfacenti e che ha dovuto aspettare l’arrivo di Denis Villeneuve, regista canadese che è stato capace di affrontare la monumentale opera fantascientifica di Frank Herbert e di conferirgli dignità cinematografica. Dune - Parte 1 si è guadagnato l’etichetta di blockbuster d’autore riuscendo ad intercettare l’interesse del pubblico di nicchia e di quello generalista nel complesso periodo post-pandemia. La parte due consolida il lavoro dell’autore grazie ad un apparato visivo magniloquente e ambizioso, utile a sostenere una struttura narrativa costruita su universo complesso e articolato quanto quello creato da Herbert, che già negli anni Sessanta anticipava temi oggi diventati fondamentali all’interno del dibattito contemporaneo, come la crisi climatica e lo sfruttamento delle risorse per fini politici.
Disponibile su Prime Video e Chili
di Elena Guardiani
NC-441
01.07.2026
Il calendario, di solito, si appende in cucina sotto l’orologio, come a creare un asse simmetrico e incrementale di scansione del tempo. I secondi diventano ore, che diventano giorni, che diventano settimane, fino a che le caselle si esauriscono, e bisogna comprarne uno nuovo. Oltre che dal meteo e dalla notte che si avvicina o si allontana, sui calendari i mesi vengono contraddistinti da un’immagine - un’ape che raccoglie il polline, un'aerea dell’Empire State Building, un quadro di Miró - che in un modo o nell’altro cerca di racchiudere l’essenza di questa particolare trentina di giorni.
Per questo Luglio, al posto della singola illustrazione a cui siamo abituati, ODG pubblicherà una selezione di dieci film da vedere durante il mese, appositamente scelti per marcare ricorrenze, anniversari e affinità umorali.
4 Luglio. La Chimera (2023), di Alice Rohrwacher

Presentata in concorso alla 76esima edizione del festival di Cannes la pellicola ha inaugurato il sodalizio lavorativo tra Alice Rohrwacher e Josh O’Connor. La Chimera conserva gli stilemi tipici del cinema dell’autrice e si pone in continuità con le sue due opere precedenti. Dopo Le Meraviglie (2014) e Lazzaro Felice (2018) Alice Rohrwacher rinnova il suo interesse per il realismo magico e per i personaggi picareschi, antieroi che vivono di espedienti proprio come il protagonista de La Chimera. Arthur infatti è un giovane rabdomante privo di mezzi che collabora con un gruppo di tombaroli nella Tuscia degli anni Ottanta, vivendo in uno stato di semiclandestinità e guadagnandosi da vivere con la vendita dei reperti etruschi trafugati grazie al suo dono. Intensa e commovente performance di O’connor che potrà di nuovo essere ammirata sul grande schermo il 4 luglio 2026 al Parco della Cervelletta a Roma nell’ambito della rassegna del Cinema in Piazza.
Disponibile su MUBI e RayPlay
6 Luglio. Romeo e Giulietta (1968), di Franco Zffirelli

Nonostante non venga ricordata abbastanza, questa è una delle trasposizioni più suggestive della celeberrima opera di Shakespeare. Attraverso una messa in scena tradizionale figlia del suo tempo Zffirelli costruisce un impianto di grande potenza visiva e scenografica, complici la fotografia di Pasqualino De Sanctis e i costumi di Danilo Donati, capaci da soli di restituire l’immagine di un Rinascimento colorato e vibrante, animato da figure teatrali che gioiscono e soffrono con una tangibile autenticità. La colonna sonora di Nino Rota cesella in modo sublime i passaggi del film conferendo alla visione un ritmo che snocciola, fotogramma dopo fotogramma, un'inossidabile armonia estetica e compositiva. I corpi dei due protagonisti, gli allora giovanissimi Olivia Hussey e Leonard Whiting incarnano lo spirito universale di una storia che forse il cinema non si stancherà mai di raccontare.
Disponibile su Netflix
12 Luglio. Il Conformista (1970), di Bernardo Bertolucci

Adattamento dell’omonimo romanzo di Moravia, il quarto lungometraggio di Bernardo Bertolucci inaugurerà un decennio particolarmente felice per il regista, che a distanza di pochi anni girerà tre dei suoi film più celebri, almeno due dei quali universalmente riconosciuti come capolavori. Il Conformista merita assolutamente di essere considerato tale, uno spaccato incredibile dell’Italia fascista e dei suoi meccanismi di potere raccontati attraverso una messa in scena da scuola di cinema e l’utilizzo di un linguaggio filmico talmente raffinato da lasciare meravigliati alla prima ma soprattutto alle successive visioni. Questo film è esattamente ciò che dovrebbe sempre essere il cinema, un’opera di impegno politico - civile capace di indagare anche la sfera intima e famigliare, un’opera dove il formalismo è sempre al servizio della narrazione e non scade mai in una ricerca estetica fine a sé stessa.
Acquistabile su Prime Video.
14 Luglio. Bringing up Baby (1938), di Howard Hawks

Oggi la definiremo “Rom Com”, una commedia romantica leggera e potenzialmente esilarante, descrizione perfetta per Bringing Up Baby, tradotto in italiano con il titolo Susanna!. Considerata un insuccesso commerciale appena dopo il suo debutto al cinema alla fine degli anni Trenta, con il tempo la pellicola è riuscita a guadagnarsi l’interesse di pubblico e critica, tanto da essere considerato oggi un classico del cinema hollywoodiano dell’epoca d’oro, inserito all’interno di meccanismi produttivi tipici di quel frangente storico in cui il cinema consolidava il sistema divistico e la cristallizzazione degli attori all’interno di generi e personaggi destinati a renderli iconici. Nel caso di Bringing up baby venne scelta Katherine Hepburn per incarnare il modello della donna sofisticata ed anticonformista, mentre la sua controparte maschile viene impersonata da Cary Grant, Divo che in questo caso presta il suo volto e il suo copro per un ruolo comico che accoglie tutti gli stilemi di quella che la storia del cinema ha battezzato come “Screwball Comedy”.
Acquistabile su RaiPlay
17 Luglio. Sense and Sensibility ( 1995), di Ang Lee

A settembre uscirà in Inghilterra un nuova versione cinematografica di uno dei romanzi più celebri di Jane Austen, edito nel 1811. L’annuncio dell’ennesimo adattamento di Ragione e Sentimento ha generato negli amanti dell’opera reazioni contrastanti oltre che l’inevitabile confronto con una delle trasposizioni più celebri della storia. Sense and Sensibility per la regia di Ang Lee ha vinto l'Orso d'oro al Festival di Berlino del 1996 e rimane ad oggi una pellicola in grado di catturare lo spirito autentico della scrittura e del modo della Austen, restituito attraverso un linguaggio cinematografico che pur rispettando i canoni tipici dei period drama anni Novanta conserva una sua longevità stilistica oltre che un’accentuata eleganza compositiva.
Acquistabile su Prime Video
20 Luglio. Call me by your name ( 2018),di Luca Guadagnino

Rimango sempre sorpresa da quante persone non abbiano mai visto il film che ha consolidato la carriera di Luca Guadagnino e lanciato quella di Timothèe Chalamet. Sceneggiato da James Avory, che nel 2018 vinse l’Oscar per la Miglior Sceneggiatura non Originale, Call me by your name rappresenta uno di quei casi in cui l’adattamento cinematografico supera la controparte cartacea. Girato nella piovosa estate del 2016 nella provincia di Cremona il film imbastisce un idilliaco scenario estivo da campagna italiana e sullo sfondo di una villa di famiglia e di un retaggio culturale eclettico innesta l’incontro tra Oliver ed Elio. Le equilibrate scelte narrative e stilistiche del regista trascendono la sessualità dei protagonisti, proiettando la vicenda su un piano che supera gli orientamenti di genere e restituisce una storia dolceamara a cui è sempre confortante tornare, anche a distanza di anni.
Disponibile su Prime Video
20 Luglio. Il Gattopardo (1963), di Luchino Visconti

Se non avete mai visto questa pietra miliare del cinema italiano vi conviene approfittare del torrido vento estivo per chiudere gli occhi e provare ad immaginare l’odore appiccicoso delle zagare che circondano palazzo Salina nel maggio del 1860, quando Garibaldi sbarca in Sicilia per dare inizio all’Unità d’Italia. Tratto dall’omonimo memoire di Giuseppe Tomasi di Lampedusa il film di Luchino Visconti vide la luce al termine di una vicenda produttiva travagliata e altalenante quanto il percorso del Risorgimento italiano. Il Gattopardo non è solo un film visivamente potente ricco di dettagli e di cura per la ricostruzione di un’epoca, è soprattutto un’analisi sfaccettata e a tratti anche divertente su un momento cruciale della nostra storia nazionale, una pellicola all’interno della quale è possibile rintracciare diversi spunti di riflessione validi ancora oggi per indagare la contemporaneità del nostro Paese.
Disponibile su MUBI e RaiPlay
22 Luglio. Casino Royale (2006), di Martin Campbell

Da mesi girano rumors e speculazioni su chi interpreterà James Bond nella nuova fase cinematografica dell’universo dedicato a 007 e mentre su Internet impazza il toto cast con annessi giudizi di valore sui possibili candidati è bene ricordare che, quando nel 2005 venne annunciato che Daniel Craig avrebbe succeduto Pierce Brosnan nei panni del più famoso degli agenti segreti, non mancarono le critiche e le polemiche del caso. L’anno successivo però uscìCasino Royale, ventunesimo film della serie dedicata al personaggio creato da Ian Fleming, e subito pubblico e critica si espressero in favore dell’interpretazione di Craig, capace di essere allo stesso tempo freddo e imperturbabile cosi come all’occorenza ironico e passionale. Casino Royal è ancora oggi uno dei capitoli cinematografici più apprezzati della saga di 007, considerato in un certo senso un cult all’interno del genere per la sua capacità di rappresentare un nuovo inizio per la narrazione del personaggio di Bond.
Acquistabile su Chili
26 Luglio. Breakfast at Tiffany's (1961), di Blake Edwards

Un film talmente citato dalla cultura pop da essersi guadagnato un posto fisso nell’immaginario collettivo di più di una generazione. Nonostante ciò scommetto che pochi saprebbero dire di cosa parla veramente Colazione da Tiffany, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Truman Capote che rischia con la sua fama di rimanere intrappolato in un biglietto da visita fin troppo patinato. Una visione più attenta e consapevole potrebbe aiutare a scorgere cosa rimane aldilà degli outfit di Audrey Hepburn disegnati da Givenchy e delle stramberie di Holly Golightly che canta Moon River dalla finestra del suo appartamento. Colazione da Tffany prima di essere un classico del cinema americano è la storia di quanto sia difficile trovare il proprio posto nel mondo, sfuggire alle convenzioni e al conformismo per abbracciare la propria natura più autentica, l’unica in grado di garantirci un’esistenza piena al di là delle contingenze e delle condizioni materiali.
Disponibile su Paramount+ e NOW TV
29 Luglio. Dune- Parte 2 (2024), di Denis Villeneuve

Il 16 Dicembre 2026 uscirà al cinema il terzo adattamento di una saga letteraria considerata per molto tempo non compatibile con il linguaggio filmico. Una storia che neanche David Lynch è riuscito a trasporre con risultati soddisfacenti e che ha dovuto aspettare l’arrivo di Denis Villeneuve, regista canadese che è stato capace di affrontare la monumentale opera fantascientifica di Frank Herbert e di conferirgli dignità cinematografica. Dune - Parte 1 si è guadagnato l’etichetta di blockbuster d’autore riuscendo ad intercettare l’interesse del pubblico di nicchia e di quello generalista nel complesso periodo post-pandemia. La parte due consolida il lavoro dell’autore grazie ad un apparato visivo magniloquente e ambizioso, utile a sostenere una struttura narrativa costruita su universo complesso e articolato quanto quello creato da Herbert, che già negli anni Sessanta anticipava temi oggi diventati fondamentali all’interno del dibattito contemporaneo, come la crisi climatica e lo sfruttamento delle risorse per fini politici.
Disponibile su Prime Video e Chili