
NC-443
08.07.2026
Tutto nasce sempre da un’idea. L’idea di girare un corto per raccontare una storia. E dopo averlo girato? Idea! Perché non mostrarlo agli amici? Per avere la loro opinione e capire cosa funziona e cosa no. E se il corto piace, che fare? Idea, perché non provare a organizzare una visione aperta al pubblico? Mostrare il proprio lavoro non è solo un modo per farsi conoscere, ma aiuta anche a creare un legame, condividere con degli sconosciuti una visione, una storia, e poi chissà, magari dopo la proiezione quelle persone saranno un po’ meno estranee e un po’ più amici.
Tutto nasce da un’idea, anche Il Cortocircuito Film Festival che domani, 9 luglio 2026, aprirà le porte del Palazzo del Cinema Anteo alla sua seconda edizione. Cortocircuito, come molte realtà legate al cinema, nasce da un gruppo di amici accomunati dall’amore per la Settima Arte e proprio da quel bisogno di condividere questa passione con altri.
Per questo viene creata, nel 2021, nella splendida cornice della Corte dei Miracoli – centro culturale e sociale milanese – una rassegna indipendente di cortometraggi. Al contrario di altre realtà della città meneghina che si concentrano sui corti, ma danno spazio anche ai lungometraggi indipendenti, Cortocircuito ha costruito esclusivamnete la propria rete attorno al formato più breve nel cinema. Alla domanda “perché i cortometraggi?” la risposta è alquanto semplice: quale miglior modo di sperimentare se non con il cortometraggio?

La locandina dell'edizione 2026
Il cosidetto corto, infatti, è visto da tanti come un biglietto da visita che il regista emergente crea per farsi conoscere dalle case di produzione, proprio con l’obiettivo di trarne un lungometraggio. In sostanza, il cortometraggio viene (molte volte) etichettato come un "trailer" un po’ più lungo e complesso. Ma è davvero solo questo? No, i cineasti con i corti sperimentano, sia dal punto di vista tecnico che di scrittura, giocano con il montaggio, le grafiche e le inquadrature, e proprio grazie a questo lavoro comprendono maggiormente la loro idea di cinema maturando una personale visione.
È con questa consapevolezza che i ragazzi di Cortocircuito in quattro anni di rassegne hanno saputo presentare al pubblico giovani registi italiani e internazionali che hanno saputo incantare, incuriosire, anche adirare qualcuno con il loro "linguaggio cinematografico". L’anno scorso, poi, giunse la grande occasione, organizzare non più una rassegna ma un festival con tanto di premi in uno dei cinema più importanti della città: l'Anteo. Non è un caso che un cinema, anch’esso nato nel 1979 grazie all'idea di tre amici di portare in sala un certo "tipo" di cinema, abbia deciso di dare spazio a dei ragazzi che, 46 anni dopo, portano avanti la stessa missione: proiettare un cinema indipendente e troppo spesso trascurato.
Il Festival durerà tre giorni, dal 9 all’11 luglio, nei quali verranno proiettate 40 opere internazionali e nazionali. Non deve essere stato semplice compiere questo lavoro di selezione su 400 cortometraggi inviati, numero che non cambia dallo scorso anno se non per una maggiore adesione a livello internazionale - infatti molti dei corti sono arrivati da Iran, Germania, Olanda, Taiwan, Spagna, Slovenia, Cechia, Cuba, Brasile, Stati Uniti e Francia. Nel corso dei tre giorni di festival, oltre alle proiezioni, ci svolgeranno anche degli incontri con gli autori e vari talk in compagnia degli addetti ai lavori.

Bowl Cut di Tamara Vittoz, presentato nella sezione delle proposte internazionali
Oltre alle sezioni dello scorso anno per i premi – Concorso principale (per i cortometraggi nazionali), Internazionale, Animazione, Documentario e Micro-short (corti sotto i 180 secondi) – il festival di quest’anno si arricchisce di due nuove categorie che si allacciano all’attualità tecnologica che sta investendo anche il mondo del cinema: Sezione AI (dedicata alle opere realizzate con intelligenza artificiale generativa) e la Sezione Sperimentale, pensata per le opere che spingono il linguaggio del cortometraggio oltre i confini della narrazione tradizionale.
I ragazzi di Cortocircuito hanno creato un evento che però non tradisce le loro origini, infatti Cortocircuito Film Festival, non è solamente uno spazio dove poter visionare cortometraggi provenienti da ogni parte del mondo, ma soprattutto un'occasione per conoscersi, per incontrare altri appassionati di cinema, addetti ai lavori, registi, attori emergenti e critici.
Sono stati oltre 400 gli spettatori della passata edizione, persone che, all’inizio del festival, non si conoscevano, ma che hanno condiviso un’esperienza collettiva all’insegna di un amore che va oltre le storie, e il mezzo, ma che parla a tutti noi e che, alla fine di quei tre giorni, ti fa sentire parte di una grande famiglia.

Lo scrivano di Francesco Romanelli, presentato nella sezione animata
NC-443
08.07.2026
Tutto nasce sempre da un’idea. L’idea di girare un corto per raccontare una storia. E dopo averlo girato? Idea! Perché non mostrarlo agli amici? Per avere la loro opinione e capire cosa funziona e cosa no. E se il corto piace, che fare? Idea, perché non provare a organizzare una visione aperta al pubblico? Mostrare il proprio lavoro non è solo un modo per farsi conoscere, ma aiuta anche a creare un legame, condividere con degli sconosciuti una visione, una storia, e poi chissà, magari dopo la proiezione quelle persone saranno un po’ meno estranee e un po’ più amici.
Tutto nasce da un’idea, anche Il Cortocircuito Film Festival che domani, 9 luglio 2026, aprirà le porte del Palazzo del Cinema Anteo alla sua seconda edizione. Cortocircuito, come molte realtà legate al cinema, nasce da un gruppo di amici accomunati dall’amore per la Settima Arte e proprio da quel bisogno di condividere questa passione con altri.
Per questo viene creata, nel 2021, nella splendida cornice della Corte dei Miracoli – centro culturale e sociale milanese – una rassegna indipendente di cortometraggi. Al contrario di altre realtà della città meneghina che si concentrano sui corti, ma danno spazio anche ai lungometraggi indipendenti, Cortocircuito ha costruito esclusivamnete la propria rete attorno al formato più breve nel cinema. Alla domanda “perché i cortometraggi?” la risposta è alquanto semplice: quale miglior modo di sperimentare se non con il cortometraggio?

La locandina dell'edizione 2026
Il cosidetto corto, infatti, è visto da tanti come un biglietto da visita che il regista emergente crea per farsi conoscere dalle case di produzione, proprio con l’obiettivo di trarne un lungometraggio. In sostanza, il cortometraggio viene (molte volte) etichettato come un "trailer" un po’ più lungo e complesso. Ma è davvero solo questo? No, i cineasti con i corti sperimentano, sia dal punto di vista tecnico che di scrittura, giocano con il montaggio, le grafiche e le inquadrature, e proprio grazie a questo lavoro comprendono maggiormente la loro idea di cinema maturando una personale visione.
È con questa consapevolezza che i ragazzi di Cortocircuito in quattro anni di rassegne hanno saputo presentare al pubblico giovani registi italiani e internazionali che hanno saputo incantare, incuriosire, anche adirare qualcuno con il loro "linguaggio cinematografico". L’anno scorso, poi, giunse la grande occasione, organizzare non più una rassegna ma un festival con tanto di premi in uno dei cinema più importanti della città: l'Anteo. Non è un caso che un cinema, anch’esso nato nel 1979 grazie all'idea di tre amici di portare in sala un certo "tipo" di cinema, abbia deciso di dare spazio a dei ragazzi che, 46 anni dopo, portano avanti la stessa missione: proiettare un cinema indipendente e troppo spesso trascurato.
Il Festival durerà tre giorni, dal 9 all’11 luglio, nei quali verranno proiettate 40 opere internazionali e nazionali. Non deve essere stato semplice compiere questo lavoro di selezione su 400 cortometraggi inviati, numero che non cambia dallo scorso anno se non per una maggiore adesione a livello internazionale - infatti molti dei corti sono arrivati da Iran, Germania, Olanda, Taiwan, Spagna, Slovenia, Cechia, Cuba, Brasile, Stati Uniti e Francia. Nel corso dei tre giorni di festival, oltre alle proiezioni, ci svolgeranno anche degli incontri con gli autori e vari talk in compagnia degli addetti ai lavori.

Bowl Cut di Tamara Vittoz, presentato nella sezione delle proposte internazionali
Oltre alle sezioni dello scorso anno per i premi – Concorso principale (per i cortometraggi nazionali), Internazionale, Animazione, Documentario e Micro-short (corti sotto i 180 secondi) – il festival di quest’anno si arricchisce di due nuove categorie che si allacciano all’attualità tecnologica che sta investendo anche il mondo del cinema: Sezione AI (dedicata alle opere realizzate con intelligenza artificiale generativa) e la Sezione Sperimentale, pensata per le opere che spingono il linguaggio del cortometraggio oltre i confini della narrazione tradizionale.
I ragazzi di Cortocircuito hanno creato un evento che però non tradisce le loro origini, infatti Cortocircuito Film Festival, non è solamente uno spazio dove poter visionare cortometraggi provenienti da ogni parte del mondo, ma soprattutto un'occasione per conoscersi, per incontrare altri appassionati di cinema, addetti ai lavori, registi, attori emergenti e critici.
Sono stati oltre 400 gli spettatori della passata edizione, persone che, all’inizio del festival, non si conoscevano, ma che hanno condiviso un’esperienza collettiva all’insegna di un amore che va oltre le storie, e il mezzo, ma che parla a tutti noi e che, alla fine di quei tre giorni, ti fa sentire parte di una grande famiglia.

Lo scrivano di Francesco Romanelli, presentato nella sezione animata