
di Fabio Massimo Tufarelli
NC-421
04.05.2026
Il calendario, di solito, si appende in cucina sotto l’orologio, come a creare un asse simmetrico e incrementale di scansione del tempo. I secondi diventano ore, che diventano giorni, che diventano settimane, fino a che le caselle si esauriscono, e bisogna comprarne uno nuovo. Oltre che dal meteo e dalla notte che si avvicina o si allontana, sui calendari i mesi vengono contraddistinti da un’immagine - un’ape che raccoglie il polline, un'aerea dell’Empire State Building, un quadro di Miró - che in un modo o nell’altro cerca di racchiudere l’essenza di questa particolare trentina di giorni.
Per questo Maggio, al posto della singola illustrazione a cui siamo abituati, ODG pubblicherà una selezione di dieci film da vedere durante il mese, appositamente scelti per marcare ricorrenze, anniversari e affinità umorali.
4 maggio. L’odore della notte (1998), di Claudio Caligari

Dopo l’opera prima di culto Amore tossico (1983), Passeranno quindici anni per vedere un altro film di Caligari al cinema. E altrettanti per vedere il suo terzo e ultimo film (Non essere cattivo). Liberamente tratto dal romanzo - verità Le notti di arancia meccanica di Dido Sacchettoni, il film racconta la vera storia della banda che tra il 1979-83 andava all’assalto dei quartieri bene di Roma. Remo Guerra è un poliziotto di giorno, rapinatore di notte, perché vuole - come dice lui - qualcosa anche per me. Valerio Mastandrea lo abita con uno sguardo che non chiede pietà e non la concede; Marco Giallini, Giorgio Tirabassi e Emanuel Bevilacqua completano una banda in cui ognuno porta il peso di ciò che non sarà mai. Entrano nelle case dei ricchi, li svaligiano, li umiliano - come nell’iconica scena in cui Giallini costringe Little Tony a cantare Cuore matto con la pistola puntata alla fronte: Canta Toni, canta! Caligari rielabora gli stilemi del cinema Polar francese, passando per Taxi driver e il teatro di Beckett, consegnandoci un modello imprescindibile per chiunque voglia misurarsi con il genere — e un antesignano silenzioso di tutto il crime italiano che verrà da Romanzo criminale in poi.
Disponibile su RaiPlay e Rakuten TV e noleggiabile su Amazon Prime Video
5 maggio. Anatomia di una caduta (2023), di Justine Triet

Sandra è tedesca. Samuel è francese. Parlano inglese in casa, perché nessuna lingua appartenga davvero a entrambi. Quando il corpo di lui viene ritrovato senza vita nella neve - davanti alla loro baita sulle Alpi francesi - quella stessa ambiguità linguistica diventa il cuore pulsante del dramma processuale. Anatomia di una caduta, Palma d’oro a Cannes 2023, non è solo un thriller giudiziario: è un’indagine feroce su quanto sia impossibile dire la verità lì dove ogni tua parola può essere reinterpretata, ribaltata e usata come prova. Sandra Hüller interpreta una donna che non possiamo assolvere né condannare, né da spettatori, né come giurati. A testimoniare per lei, alla fine, resta solo il giovane figlio non vedente: che ha sentito tutto senza vedere nulla. Justine Triet e Arthur Harari firmano una delle sceneggiature più precise e interessanti degli ultimi anni: ogni dialogo è una trappola, ogni silenzio una confessione.
Disponibile su CHILI, Amazon Prime Video e YouTube
10 maggio. Amici Miei (1975), di Mario Monicelli

Nel 1975, Lo Squalo di Spielberg era primo ai botteghini di tutto il mondo: tranne in Italia, dove quel posto era già occupato da Amici Miei. Monicelli racconta cinque amici fiorentini - un architetto, un giornalista, un nobile decaduto, un medico e un barista - che fuggono dalla quotidianità attraverso scherzi sempre più crudeli e fughe sconclusionate. Quella che sembra una commedia sulla goliardia maschile è in realtà un requiem per uomini che non hanno voluto diventare adulti. Cos’è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione… e loro, a modo loro, sono geni del male, specchio di un’Italia degli anni Settanta, stanca e disillusa. Tognazzi, Noiret, Moschin, Blier e Celi sono interpreti indimenticabili di una commedia che è un documento di un paese che ride per non piangere. Eppure quando la morte bussa davvero il film si ferma un istante, e in quell’istante si rivela per quello che è sempre stato: una storia sull’amore tra uomini che non sanno dirsi addio. Amici miei è un film che non invecchia, perché parla di chi non vuole invecchiare.
Disponibile su Amazon Prime video, YouTube e Apple TV.
15 maggio. Eyes Wide Shut (1999), di Stanley Kubrick

Liberamente ispirato al racconto Traumnovelle (Doppiosogno, 1926) di Arthur Schnitzler, Eyes Wide Shut è l’opera testamentaria di Stanley Kubrick, morto pochi giorni dopo aver consegnato il montaggio definitivo. Quello che sembra essere un thriller erotico, nasconde invece un’indagine spietata sul matrimonio di una coppia borghese, sul desiderio e l’inganno della coscienza. Bill Hartford - medico benestante in una New York natalizia - si ritrova a vagare nella notte dopo che la moglie Alice gli confessa una fantasia di tradimento mai consumata. Un viaggio onirico e perturbante fatto di maschere, sette e corpi irraggiungibili. Cruise e Kidman - all’epoca marito e moglie anche nella vita - portano sullo schermo una tensione reale, ambigua, quasi insostenibile. Eyes Wide Shut detiene il primato per la lavorazione più lunga per un film, con quarantasei settimane di riprese continuative: è il ritratto fedele di un’ossessione che non voleva - e non poteva - finire. Nessun sogno è mai solamente un sogno: il regista lascia questa frase - e il film intero - come una domanda senza risposta.
Disponibile su Now e noleggiabile su CHILI e Google Play Film
17 maggio. La sera della prima (1977), di John Cassavetes

Myrtle Gordon deve interpretare una donna che invecchia. Non ci riesce. E da questa impossibilità Cassavetes realizza uno dei film più devastanti sulla fragilità dell’essere attrice. Interpretata da una Gena Rowlands indomabile: tra prove, crolli e il fantasma di una donna morta, i confini tra l’attrice e il ruolo si dissolvono del tutto. La sera della prima fu girato nel 1977 con un budget ridotto e finanziato dal regista stesso: eppure è rimasto uno dei film più onesti che il cinema americano abbia mai prodotto. Cassavetes gira come sempre sul filo dell’improvvisazione controllata: ogni scena sembra sul punto di esplodere, e spesso esplode davvero. Rowlands e Cassavetes erano marito e moglie anche nella vita: e si vede, in ogni inquadratura, la familiarità dolorosa di chi si conosce troppo bene per mentirsi. Il teatro dove recita Myrtle diventa allora qualcosa di più: un confessionale, un ring, uno specchio. La sera della prima non è un film sul teatro, è un film sul coraggio terrificante di restare vivi davanti a un pubblico.
Disponibile su Amazon Prime Video
20 maggio. Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) (1970), di Ettore Scola

«Si amo riamata Serafini Nello e lo appartengo!» non è una dichiarazione d’amore: è una sentenza di morte. Nella Roma proletaria degli anni settanta, tra comizi di partito e pizzerie di borgata, Adelaide (Monica Vitti) - la fioraia - è già condannata a morire per mano di chi non riesce a smettere di amarla. Dramma della gelosia - scritto da Scola con Age & Scarpelli - prende la struttura del melodramma da rotocalco (Tutti i particolari in cronaca) e la smonta dall’interno. Oreste Nardi (Marcello Mastroianni) ribalta la propria vita per inseguire un sentimento che lo divora; Nello (Giancarlo Giannini) arriva con una pizza a forma di cuore e non se ne va più. La gelosia non è il vizio di un uomo solo, ma la patologia di un’intera classe, che consuma il lavoro, la ragione e soprattutto chi si ama. Scola maschera tutto dietro un’ilarità grottesca, e poi affonda il coltello.
Disponibile su RaiPlay, Mubi e Amazon Prime Video
22 maggio. Belluscone - Una storia siciliana (2014), di Franco Maresco

Belluscone è Berlusconi in dialetto siciliano: un diminutivo, quasi tenero, come si fa con i santi o con i boss. Franco Maresco non attacca il potere dall’alto, lo osserva dal basso: dai palchi dei neomelodici, dai vicoli di Palermo, dalla figura di Ciccio Mira, personaggio cult del sottobosco palermitano. A un certo punto il regista sparisce dal set: non è un espediente narrativo, è una crisi vera trasfigurata in cinema. Tatti Sanguineti - critico, intellettuale - inviato a Palermo a ricostruire il progetto incompiuto da Maresco. Il risultato è un’opera che si sabota per essere più vera: più il film collassa, più dice la verità. Non è solo satira politica, ma qualcosa di più fastidioso, è uno specchio che il cinema italiano si è rifiutato di guardare. Maresco non condanna, non propone alternative: filma e si vergogna, insieme allo spettatore. Premio speciale della giuria a Venezia 2014, riconoscimento che il film stesso avrebbe percepito come sospetto. Uno dei rari casi - ma non per Maresco - in cui l’autodistruzione di un’opera è la sua forma più alta.
Disponibile su TIM Vision e Rakuten TV
25 maggio. A Chiara (2021), di Jonas Carpignano

Chiara ha quindici anni: esce con le amiche, ha lo smartphone sempre in mano e la famiglia come unico orizzonte possibile. Non sa ancora che suo padre è un latitante della ‘Ndrangheta. Jonas Carpignano gira a Gioia Tauro con attori non professionisti, la famiglia Rotolo che recita se stessa. La macchina da presa non osserva la ‘ndrina, ci vive dentro, ne conosce la stessa omertà, respira la stessa aria. Da quando il padre scompare Chiara inizia a scavare. Swamy Rotolo incarna una rabbia precisa: non sa ancora cosa vuole, ma sa già cosa non accetterà. Terzo capitolo della trilogia calabrese di Carpignano - dopo Mediterranea e A Ciambra - vince l’Europa Cinema Label alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes 2021. A Chiara non è un film sulla ‘Ndrangheta: è un film su cosa significa nascere dentro una lealtà che non hai scelto. E su quanto costi, davvero, decidere di uscirne.
Disponibile su Now, AppleTV e noleggiabile su CHILI
27 maggio. Animali notturni (2016), di Tom Ford

Susan riceve un manoscritto dall’ex marito che non vede da vent’anni. Lo legge in una notte. E quella notte cambia tutto. Animali notturni è un film doppio: fuori la vita asettica di una gallerista d’arte di successo a Los Angeles: dentro, un romanzo brutale ambientato nel Texas notturno. Tom Ford - stilista prima che regista - costruisce le sue inquadrature come delle vetrine perfettamente calcolate. Ma è dietro questo eccesso di controllo che il film trova la sua verità: tutto ciò che è troppo curato nasconde qualcosa di insostenibile. Jake Gyllenhaal interpreta l’ex marito che ha scritto il romanzo — e nel romanzo c’è una storia di perdita e di vendetta che Susan non riesce a smettere di leggere, perché parla di lei. Amy Adams subisce ogni pagina con precisione quasi crudele. Leone D’Argento a Venezia 2016. Animali Notturni non è solo un thriller, ma un’indagine sentimentale senza scampo.
Noleggiabile su CHILI, YouTube, AppleTV
31 maggio. Compagni di scuola (1988), di Carlo Verdone

Un gruppo di ex compagni di classe si riunisce in una villa per una rimpatriata a quindici anni di distanza dall’ultima volta. Basterà poco per capire che nessuno è diventato quello che pensava di diventare dopo il liceo. Compagni di scuola è forse il film più feroce di Carlo Verdone e probabilmente il meno “verdoniano”: nessuna macchietta consolatoria, nessun lieto fine, niente redenzione. C’è un’Italia degli anni Ottanta che si rispecchia in questi quarantenni mancati: un imprenditore cinico, un professore di un liceo privato, la bella di un tempo, il politico corrotto. Verdone scrive, dirige e interpreta adottando una struttura da pièce teatrale, un cast corale e una storia che si consuma nottetempo. La commedia all’italiana aveva già detto tutto sul paese, Verdone lo sa e invece di ripeterla, la smonta dall’interno. La cena diventa un ring, i brindisi rese dei conti: Christian De Sica, Nancy Brilli, Eleonora Giorgi, Massimo Ghini, Angelo Bernabucci — è uno dei cast più memorabili della filmografia di Verdone. Compagni di scuola non è una commedia nostalgica: è una commedia sulla grande illusione della nostalgia.
Disponibile su Netflix
di Fabio Massimo Tufarelli
NC-421
04.05.2026
Il calendario, di solito, si appende in cucina sotto l’orologio, come a creare un asse simmetrico e incrementale di scansione del tempo. I secondi diventano ore, che diventano giorni, che diventano settimane, fino a che le caselle si esauriscono, e bisogna comprarne uno nuovo. Oltre che dal meteo e dalla notte che si avvicina o si allontana, sui calendari i mesi vengono contraddistinti da un’immagine - un’ape che raccoglie il polline, un'aerea dell’Empire State Building, un quadro di Miró - che in un modo o nell’altro cerca di racchiudere l’essenza di questa particolare trentina di giorni.
Per questo Maggio, al posto della singola illustrazione a cui siamo abituati, ODG pubblicherà una selezione di dieci film da vedere durante il mese, appositamente scelti per marcare ricorrenze, anniversari e affinità umorali.
4 maggio. L’odore della notte (1998), di Claudio Caligari

Dopo l’opera prima di culto Amore tossico (1983), Passeranno quindici anni per vedere un altro film di Caligari al cinema. E altrettanti per vedere il suo terzo e ultimo film (Non essere cattivo). Liberamente tratto dal romanzo - verità Le notti di arancia meccanica di Dido Sacchettoni, il film racconta la vera storia della banda che tra il 1979-83 andava all’assalto dei quartieri bene di Roma. Remo Guerra è un poliziotto di giorno, rapinatore di notte, perché vuole - come dice lui - qualcosa anche per me. Valerio Mastandrea lo abita con uno sguardo che non chiede pietà e non la concede; Marco Giallini, Giorgio Tirabassi e Emanuel Bevilacqua completano una banda in cui ognuno porta il peso di ciò che non sarà mai. Entrano nelle case dei ricchi, li svaligiano, li umiliano - come nell’iconica scena in cui Giallini costringe Little Tony a cantare Cuore matto con la pistola puntata alla fronte: Canta Toni, canta! Caligari rielabora gli stilemi del cinema Polar francese, passando per Taxi driver e il teatro di Beckett, consegnandoci un modello imprescindibile per chiunque voglia misurarsi con il genere — e un antesignano silenzioso di tutto il crime italiano che verrà da Romanzo criminale in poi.
Disponibile su RaiPlay e Rakuten TV e noleggiabile su Amazon Prime Video
5 maggio. Anatomia di una caduta (2023), di Justine Triet

Sandra è tedesca. Samuel è francese. Parlano inglese in casa, perché nessuna lingua appartenga davvero a entrambi. Quando il corpo di lui viene ritrovato senza vita nella neve - davanti alla loro baita sulle Alpi francesi - quella stessa ambiguità linguistica diventa il cuore pulsante del dramma processuale. Anatomia di una caduta, Palma d’oro a Cannes 2023, non è solo un thriller giudiziario: è un’indagine feroce su quanto sia impossibile dire la verità lì dove ogni tua parola può essere reinterpretata, ribaltata e usata come prova. Sandra Hüller interpreta una donna che non possiamo assolvere né condannare, né da spettatori, né come giurati. A testimoniare per lei, alla fine, resta solo il giovane figlio non vedente: che ha sentito tutto senza vedere nulla. Justine Triet e Arthur Harari firmano una delle sceneggiature più precise e interessanti degli ultimi anni: ogni dialogo è una trappola, ogni silenzio una confessione.
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10 maggio. Amici Miei (1975), di Mario Monicelli

Nel 1975, Lo Squalo di Spielberg era primo ai botteghini di tutto il mondo: tranne in Italia, dove quel posto era già occupato da Amici Miei. Monicelli racconta cinque amici fiorentini - un architetto, un giornalista, un nobile decaduto, un medico e un barista - che fuggono dalla quotidianità attraverso scherzi sempre più crudeli e fughe sconclusionate. Quella che sembra una commedia sulla goliardia maschile è in realtà un requiem per uomini che non hanno voluto diventare adulti. Cos’è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione… e loro, a modo loro, sono geni del male, specchio di un’Italia degli anni Settanta, stanca e disillusa. Tognazzi, Noiret, Moschin, Blier e Celi sono interpreti indimenticabili di una commedia che è un documento di un paese che ride per non piangere. Eppure quando la morte bussa davvero il film si ferma un istante, e in quell’istante si rivela per quello che è sempre stato: una storia sull’amore tra uomini che non sanno dirsi addio. Amici miei è un film che non invecchia, perché parla di chi non vuole invecchiare.
Disponibile su Amazon Prime video, YouTube e Apple TV.
15 maggio. Eyes Wide Shut (1999), di Stanley Kubrick

Liberamente ispirato al racconto Traumnovelle (Doppiosogno, 1926) di Arthur Schnitzler, Eyes Wide Shut è l’opera testamentaria di Stanley Kubrick, morto pochi giorni dopo aver consegnato il montaggio definitivo. Quello che sembra essere un thriller erotico, nasconde invece un’indagine spietata sul matrimonio di una coppia borghese, sul desiderio e l’inganno della coscienza. Bill Hartford - medico benestante in una New York natalizia - si ritrova a vagare nella notte dopo che la moglie Alice gli confessa una fantasia di tradimento mai consumata. Un viaggio onirico e perturbante fatto di maschere, sette e corpi irraggiungibili. Cruise e Kidman - all’epoca marito e moglie anche nella vita - portano sullo schermo una tensione reale, ambigua, quasi insostenibile. Eyes Wide Shut detiene il primato per la lavorazione più lunga per un film, con quarantasei settimane di riprese continuative: è il ritratto fedele di un’ossessione che non voleva - e non poteva - finire. Nessun sogno è mai solamente un sogno: il regista lascia questa frase - e il film intero - come una domanda senza risposta.
Disponibile su Now e noleggiabile su CHILI e Google Play Film
17 maggio. La sera della prima (1977), di John Cassavetes

Myrtle Gordon deve interpretare una donna che invecchia. Non ci riesce. E da questa impossibilità Cassavetes realizza uno dei film più devastanti sulla fragilità dell’essere attrice. Interpretata da una Gena Rowlands indomabile: tra prove, crolli e il fantasma di una donna morta, i confini tra l’attrice e il ruolo si dissolvono del tutto. La sera della prima fu girato nel 1977 con un budget ridotto e finanziato dal regista stesso: eppure è rimasto uno dei film più onesti che il cinema americano abbia mai prodotto. Cassavetes gira come sempre sul filo dell’improvvisazione controllata: ogni scena sembra sul punto di esplodere, e spesso esplode davvero. Rowlands e Cassavetes erano marito e moglie anche nella vita: e si vede, in ogni inquadratura, la familiarità dolorosa di chi si conosce troppo bene per mentirsi. Il teatro dove recita Myrtle diventa allora qualcosa di più: un confessionale, un ring, uno specchio. La sera della prima non è un film sul teatro, è un film sul coraggio terrificante di restare vivi davanti a un pubblico.
Disponibile su Amazon Prime Video
20 maggio. Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) (1970), di Ettore Scola

«Si amo riamata Serafini Nello e lo appartengo!» non è una dichiarazione d’amore: è una sentenza di morte. Nella Roma proletaria degli anni settanta, tra comizi di partito e pizzerie di borgata, Adelaide (Monica Vitti) - la fioraia - è già condannata a morire per mano di chi non riesce a smettere di amarla. Dramma della gelosia - scritto da Scola con Age & Scarpelli - prende la struttura del melodramma da rotocalco (Tutti i particolari in cronaca) e la smonta dall’interno. Oreste Nardi (Marcello Mastroianni) ribalta la propria vita per inseguire un sentimento che lo divora; Nello (Giancarlo Giannini) arriva con una pizza a forma di cuore e non se ne va più. La gelosia non è il vizio di un uomo solo, ma la patologia di un’intera classe, che consuma il lavoro, la ragione e soprattutto chi si ama. Scola maschera tutto dietro un’ilarità grottesca, e poi affonda il coltello.
Disponibile su RaiPlay, Mubi e Amazon Prime Video
22 maggio. Belluscone - Una storia siciliana (2014), di Franco Maresco

Belluscone è Berlusconi in dialetto siciliano: un diminutivo, quasi tenero, come si fa con i santi o con i boss. Franco Maresco non attacca il potere dall’alto, lo osserva dal basso: dai palchi dei neomelodici, dai vicoli di Palermo, dalla figura di Ciccio Mira, personaggio cult del sottobosco palermitano. A un certo punto il regista sparisce dal set: non è un espediente narrativo, è una crisi vera trasfigurata in cinema. Tatti Sanguineti - critico, intellettuale - inviato a Palermo a ricostruire il progetto incompiuto da Maresco. Il risultato è un’opera che si sabota per essere più vera: più il film collassa, più dice la verità. Non è solo satira politica, ma qualcosa di più fastidioso, è uno specchio che il cinema italiano si è rifiutato di guardare. Maresco non condanna, non propone alternative: filma e si vergogna, insieme allo spettatore. Premio speciale della giuria a Venezia 2014, riconoscimento che il film stesso avrebbe percepito come sospetto. Uno dei rari casi - ma non per Maresco - in cui l’autodistruzione di un’opera è la sua forma più alta.
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25 maggio. A Chiara (2021), di Jonas Carpignano

Chiara ha quindici anni: esce con le amiche, ha lo smartphone sempre in mano e la famiglia come unico orizzonte possibile. Non sa ancora che suo padre è un latitante della ‘Ndrangheta. Jonas Carpignano gira a Gioia Tauro con attori non professionisti, la famiglia Rotolo che recita se stessa. La macchina da presa non osserva la ‘ndrina, ci vive dentro, ne conosce la stessa omertà, respira la stessa aria. Da quando il padre scompare Chiara inizia a scavare. Swamy Rotolo incarna una rabbia precisa: non sa ancora cosa vuole, ma sa già cosa non accetterà. Terzo capitolo della trilogia calabrese di Carpignano - dopo Mediterranea e A Ciambra - vince l’Europa Cinema Label alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes 2021. A Chiara non è un film sulla ‘Ndrangheta: è un film su cosa significa nascere dentro una lealtà che non hai scelto. E su quanto costi, davvero, decidere di uscirne.
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27 maggio. Animali notturni (2016), di Tom Ford

Susan riceve un manoscritto dall’ex marito che non vede da vent’anni. Lo legge in una notte. E quella notte cambia tutto. Animali notturni è un film doppio: fuori la vita asettica di una gallerista d’arte di successo a Los Angeles: dentro, un romanzo brutale ambientato nel Texas notturno. Tom Ford - stilista prima che regista - costruisce le sue inquadrature come delle vetrine perfettamente calcolate. Ma è dietro questo eccesso di controllo che il film trova la sua verità: tutto ciò che è troppo curato nasconde qualcosa di insostenibile. Jake Gyllenhaal interpreta l’ex marito che ha scritto il romanzo — e nel romanzo c’è una storia di perdita e di vendetta che Susan non riesce a smettere di leggere, perché parla di lei. Amy Adams subisce ogni pagina con precisione quasi crudele. Leone D’Argento a Venezia 2016. Animali Notturni non è solo un thriller, ma un’indagine sentimentale senza scampo.
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31 maggio. Compagni di scuola (1988), di Carlo Verdone

Un gruppo di ex compagni di classe si riunisce in una villa per una rimpatriata a quindici anni di distanza dall’ultima volta. Basterà poco per capire che nessuno è diventato quello che pensava di diventare dopo il liceo. Compagni di scuola è forse il film più feroce di Carlo Verdone e probabilmente il meno “verdoniano”: nessuna macchietta consolatoria, nessun lieto fine, niente redenzione. C’è un’Italia degli anni Ottanta che si rispecchia in questi quarantenni mancati: un imprenditore cinico, un professore di un liceo privato, la bella di un tempo, il politico corrotto. Verdone scrive, dirige e interpreta adottando una struttura da pièce teatrale, un cast corale e una storia che si consuma nottetempo. La commedia all’italiana aveva già detto tutto sul paese, Verdone lo sa e invece di ripeterla, la smonta dall’interno. La cena diventa un ring, i brindisi rese dei conti: Christian De Sica, Nancy Brilli, Eleonora Giorgi, Massimo Ghini, Angelo Bernabucci — è uno dei cast più memorabili della filmografia di Verdone. Compagni di scuola non è una commedia nostalgica: è una commedia sulla grande illusione della nostalgia.
Disponibile su Netflix