
di Fabio Massimo Tufarelli
NC-460
01.10.2026
Il calendario, di solito, si appende in cucina sotto l’orologio, come a creare un asse simmetrico e incrementale di scansione del tempo. I secondi diventano ore, che diventano giorni, che diventano settimane, fino a che le caselle si esauriscono, e bisogna comprarne uno nuovo. Oltre che dal meteo e dalla notte che si avvicina o si allontana, sui calendari i mesi vengono contraddistinti da un’immagine - un’ape che raccoglie il polline, un'aerea dell’Empire State Building, un quadro di Miró - che in un modo o nell’altro cerca di racchiudere l’essenza di questa particolare trentina di giorni.
Per questo Ottobre, al posto della singola illustrazione a cui siamo abituati, ODG pubblicherà una selezione di dieci film da vedere durante il mese e appositamente scelti per marcare ricorrenze, anniversari e affinità umorali.
2 Ottobre. Minnie e Moskowitz (1971), di John Cassavetes

Minnie Moore ha appena scoperto che amare un uomo sposato significa solo imparare ad aspettare. Seymour Moscowitz, impertinente parcheggiatore con i baffi a manubrio, non aspetta niente: incontra Minnie dopo un appuntamento al buio finito male, e da lì in poi non la molla più. Minnie e Moskowitz prende l'impianto della screwball comedy classica, due mondi incompatibili costretti a scontrarsi e lo scortica fino a farlo sanguinare di verità: niente dialoghi a raffica, solo corpi che si urtano, si respingono e si aggrappano. Gena Rowlands e Seymour Cassel non recitano l'incontro, lo vivono: lei con la stanchezza di chi ha smesso di credere alle favole, lui con l'urgenza infantile di chi non ha mai imparato a fingere. Il film esce in un'America che sta abbandonando gli happy end hollywoodiani, e Cassavetes ne approfitta per girare un finale che sembra una promessa e una minaccia insieme. La macchina a mano insegue i due protagonisti come se temesse di perderli da un momento all'altro, e in quella instabilità sta tutta la sua idea di romanticismo. Minnie e Moskowitz non è una commedia romantica: è la prova che l'amore, per essere vero, deve prima passare per il ridicolo.
Disponibile su su Prime Video e YouTube.
9 Ottobre. Il sipario strappato (1966), di Alfred Hitchcock

Michael Armstrong annuncia a un congresso di Copenaghen che passerà a lavorare con gli scienziati dell'Est. Sarah Sherman, la sua assistente e fidanzata, non ci crede: lo segue oltre la cortina di ferro convinta che sia un errore, e scopre invece di essere finita dentro una missione di controspionaggio che nessuno le aveva spiegato. Hitchcock costruisce un thriller della Guerra Fredda che si regge tutto sulla sfiducia - quella tra Sarah e Michael prima ancora di quella tra Est e Ovest - e lo fa con un rigore quasi punitivo verso il proprio pubblico. La sequenza in cui Armstrong deve eliminare l'agente Gromek dalla durata interminabile, quasi goffa, rumorosa: niente coltellate eleganti, solo un corpo che non vuole morire e due persone che non sanno come si ammazza qualcuno. È la risposta di Hitchcock a chi pensava che uccidere, al cinema, fosse “semplice”. La critica dell'epoca accolse freddamente; visto oggi, è la prova che il maestro sapeva essere spietato anche con la propria mitologia.
Disponibile su TimVision.
11 Ottobre. La Terrazza (1980), di Ettore Scola

Una terrazza romana diventa il palcoscenico sul quale un’intera classe intellettuale della sinistra italiana arriva al capolinea. Ettore Scola riunisce amici, scrittori, giornalisti e sceneggiatori ormai incapaci di riconoscersi nelle idee che un tempo li tenevano insieme. Tra cene, discussioni e vecchi rancori, il privato finisce per raccontare anche la crisi di un’intera stagione culturale e politica. Sono uomini pieni di contraddizioni, ancora aggrappati a un mondo che sta cambiando sotto i loro occhi. La terrazza diventa così uno spazio sospeso, malinconico, dove il passato continua a presentare il conto. La sceneggiatura di Scola, Age e Scarpelli alterna sarcasmo e amarezza, lasciando affiorare progressivamente la solitudine dietro le conversazioni. A distanza di anni, il film conserva una sorprendente capacità di interrogare il rapporto tra cultura, ideologia e vita privata. E soprattutto racconta la difficoltà di accettare che certe idee, prima ancora di essere sconfitte, possano semplicemente smettere di appartenerci. Un film corale e crepuscolare, nel quale la terrazza non è soltanto un luogo: è il ritratto di una generazione sul viale del tramonto.
Disponibile su AppleTV e PrimeVideo.
15 Ottobre. Amore Tossico (1983), di Claudio Caligari

Con Amore tossico Claudio Caligari porta sullo schermo una Roma post-pasoliniana, quella di una periferia ormai trasformata rispetto alle borgate raccontate dal poeta bolognese e attraversata da una nuova forma di marginalità. A Ostia, un gruppo di ragazzi vive le proprie giornate dentro una quotidianità segnata dall’eroina, senza che il film costruisca una morale intorno alle loro esistenze. Caligari li osserva da vicino, lasciando che siano i corpi, i volti, i silenzi e i gesti a restituire la violenza della dipendenza. La macchina da presa entra nelle strade, e nei luoghi di una periferia che non è mai soltanto uno sfondo. Il realismo nasce anche dalla scelta di lavorare con interpreti non professionisti, capaci di restituire una fisicità difficile da ricreare attraverso la sola recitazione, e da una lingua che mescola il dialetto romanesco, il gergo della malavita e quello della droga. Caligari filma l’eroina senza estetizzarla e senza cercare facili spiegazioni, mostrando soprattutto il tempo che la droga divora. Un film irriducibile, che a distanza di anni continua a restituire corpi, voci e luoghi di una generazione perduta.
Disponibile su MUBI, PrimeVideo e noleggiabile su YouTube.
18 Ottobre. Bleeder (1999), di Nicolas Winding Refn

Con Bleeder Nicolas Winding Refn racconta una Copenaghen inquieta, attraversata da amicizie, solitudini e una violenza che sembra covare sotto la superficie. È un film ancora lontano dall’estetica più riconoscibile del regista, ma dentro ci sono già alcuni dei suoi temi: uomini incapaci di comunicare, corpi che diventano improvvisamente pericolosi, il cinema come rifugio e la notte come spazio di libertà e smarrimento. Tutto passa attraverso videoteche, bar, strade e sale cinematografiche, in un mondo piccolo dove basta poco perché gli equilibri saltino. Mads Mikkelsen, ancora agli inizi, è uno dei volti che rimangono più impressi. Un film ruvido e imperfetto, ma proprio per questo ancora capace di restituire una dimensione umana che in Refn diventerà sempre più difficile da trovare.
Disponibile per il noleggio o acquisto su AppleTV, Rakute TV e CHILI.
21 Ottobre. Les Glaneurs et la Glaneuse (2000), di Agnès Varda

In Les Glaneurs et la Glaneuse Agnès Varda parte dai raccoglitori di ciò che i campi e le città lasciano indietro per costruire un viaggio molto più grande. Ci sono persone che raccolgono patate, oggetti, avanzi e tutto quello che può ancora avere un’utilità, ma soprattutto ci sono storie e modi diversi di stare al mondo. Varda filma con curiosità e intelligenza, senza mai guardare dall’alto chi incontra. E a poco a poco entra anche lei nel film, con la sua macchina da presa digitale e con il proprio corpo che cambia. Ne viene fuori un documentario libero, curioso e profondamente umano, capace di trovare bellezza proprio nelle cose che normalmente vengono scartate. Un documentario sul recupero, ma anche sul tempo, sulla memoria e sul cinema come modo per continuare a guardare.
22 Ottobre. L’ultima notte di Amore (2023), Andrea Di Stefano

Con L’ultima notte di Amore Andrea Di Stefano mette in scena una Milano notturna, criminale e lontana dalle cartoline, dove anche una vita apparentemente ordinaria può finire dentro una storia molto più grande. Franco Amore è un poliziotto alla vigilia della pensione, convinto di aver fatto il proprio dovere senza mai oltrepassare il limite. Poi arriva la proposta di un colpo sicuro e quella che doveva essere soltanto l’ultima notte di servizio prende un’altra direzione. Il film tiene insieme il noir e il ritratto di un uomo che si trova improvvisamente davanti a tutto quello che ha cercato di evitare. Favino gli dà una fragilità concreta, facendone prima di tutto un uomo alle conseguenze con le proprie scelte. E Milano, con le sue strade illuminate e le periferie, diventa quasi un altro personaggio. Un noir teso e popolare, che trova nella sua semplicità la forza di una storia raccontata fino in fondo.
Disponibile su HBO MAX, Netflix e Now.
25 Ottobre. 20th Century Women (2016), di Mike Mills

In 20th Century Women Mike Mills racconta la crescita di un ragazzo attraverso le donne che lo circondano. Siamo nella California del 1979 e dentro una casa convivono generazioni, caratteri e modi diversi di guardare al mondo. Dorothea, Abbie e Julie diventano per Jamie figure fondamentali, ognuna capace di mostrargli un pezzo diverso della vita, dell’amore e della libertà. Sono soprattutto loro a dare al film quella dimensione intima e malinconica che lo rende così particolare. Donne diverse, lontane dagli stereotipi, che attraversano la propria epoca cercando a loro volta di capire chi essere. Sullo sfondo c’è un’America che cambia e con lei cambiano anche i rapporti tra uomini e donne. Un film profondamente umano, che parla della crescita senza dimenticare quanto sia difficile crescere anche quando si è già adulti.
Disponibile su TIM Vision, Apple TV e noleggiabile su YouTube.
28 Ottobre. La doppia vita di Veronica (1991), di Krzysztof Kieślowski

Ci sono film che si raccontano e altri che si possono soltanto attraversare. La doppia vita di Veronica appartiene alla seconda categoria. Weronika vive in Polonia, Véronique in Francia: due ragazze dall’aspetto identico, che non si conoscono, ma sembrano avvertire parallelamente l’esistenza l’una dell’altra. Kieślowski costruisce un film fatto di musica, colori, riflessi e coincidenze, dove anche un gesto apparentemente insignificante può assumere un peso inatteso. Irène Jacob dà ai due personaggi una delicatezza che non li rende mai semplicemente uguali. È un film che parla di qualcosa che sfugge alle parole senza cercare di trasformarlo in una spiegazione. E proprio per questo rimane addosso: più che raccontare una storia, lascia la sensazione di aver intravisto per un momento una parte invisibile della vita.
Disponibile su CHILI, Prime Video e Apple TV.
31 Ottobre. Non aprite quella porta (1974), di Tobe Hooper

Non aprite quella porta è uno di quei film di culto che hanno cambiato per sempre il modo di guardare l’horror. Tobe Hooper prende un gruppo di ragazzi, una strada apparentemente deserta del Texas e una vecchia casa sperduta nel nulla, trasformando un viaggio in un incubo senza via d’uscita. Ma più che i suoi mostri, a fare paura è il mondo che li circonda: caldo, polvere, rumori, silenzi e una violenza che sembra appartenere a quel luogo. C’è qualcosa di sporco e quasi documentaristico nelle immagini, lontanissimo dall’horror patinato che sarebbe arrivato dopo. Leatherface è diventato un’icona, ma il film funziona ancora per la sensazione di disagio che riesce a costruire. Un classico brutale, claustrofobico e disturbante, perfetto da recuperare la notte di Halloween.
Disponibile su su PrimeVideo.
di Fabio Massimo Tufarelli
NC-460
01.10.2026
Il calendario, di solito, si appende in cucina sotto l’orologio, come a creare un asse simmetrico e incrementale di scansione del tempo. I secondi diventano ore, che diventano giorni, che diventano settimane, fino a che le caselle si esauriscono, e bisogna comprarne uno nuovo. Oltre che dal meteo e dalla notte che si avvicina o si allontana, sui calendari i mesi vengono contraddistinti da un’immagine - un’ape che raccoglie il polline, un'aerea dell’Empire State Building, un quadro di Miró - che in un modo o nell’altro cerca di racchiudere l’essenza di questa particolare trentina di giorni.
Per questo Ottobre, al posto della singola illustrazione a cui siamo abituati, ODG pubblicherà una selezione di dieci film da vedere durante il mese e appositamente scelti per marcare ricorrenze, anniversari e affinità umorali.
2 Ottobre. Minnie e Moskowitz (1971), di John Cassavetes

Minnie Moore ha appena scoperto che amare un uomo sposato significa solo imparare ad aspettare. Seymour Moscowitz, impertinente parcheggiatore con i baffi a manubrio, non aspetta niente: incontra Minnie dopo un appuntamento al buio finito male, e da lì in poi non la molla più. Minnie e Moskowitz prende l'impianto della screwball comedy classica, due mondi incompatibili costretti a scontrarsi e lo scortica fino a farlo sanguinare di verità: niente dialoghi a raffica, solo corpi che si urtano, si respingono e si aggrappano. Gena Rowlands e Seymour Cassel non recitano l'incontro, lo vivono: lei con la stanchezza di chi ha smesso di credere alle favole, lui con l'urgenza infantile di chi non ha mai imparato a fingere. Il film esce in un'America che sta abbandonando gli happy end hollywoodiani, e Cassavetes ne approfitta per girare un finale che sembra una promessa e una minaccia insieme. La macchina a mano insegue i due protagonisti come se temesse di perderli da un momento all'altro, e in quella instabilità sta tutta la sua idea di romanticismo. Minnie e Moskowitz non è una commedia romantica: è la prova che l'amore, per essere vero, deve prima passare per il ridicolo.
Disponibile su su Prime Video e YouTube.
9 Ottobre. Il sipario strappato (1966), di Alfred Hitchcock

Michael Armstrong annuncia a un congresso di Copenaghen che passerà a lavorare con gli scienziati dell'Est. Sarah Sherman, la sua assistente e fidanzata, non ci crede: lo segue oltre la cortina di ferro convinta che sia un errore, e scopre invece di essere finita dentro una missione di controspionaggio che nessuno le aveva spiegato. Hitchcock costruisce un thriller della Guerra Fredda che si regge tutto sulla sfiducia - quella tra Sarah e Michael prima ancora di quella tra Est e Ovest - e lo fa con un rigore quasi punitivo verso il proprio pubblico. La sequenza in cui Armstrong deve eliminare l'agente Gromek dalla durata interminabile, quasi goffa, rumorosa: niente coltellate eleganti, solo un corpo che non vuole morire e due persone che non sanno come si ammazza qualcuno. È la risposta di Hitchcock a chi pensava che uccidere, al cinema, fosse “semplice”. La critica dell'epoca accolse freddamente; visto oggi, è la prova che il maestro sapeva essere spietato anche con la propria mitologia.
Disponibile su TimVision.
11 Ottobre. La Terrazza (1980), di Ettore Scola

Una terrazza romana diventa il palcoscenico sul quale un’intera classe intellettuale della sinistra italiana arriva al capolinea. Ettore Scola riunisce amici, scrittori, giornalisti e sceneggiatori ormai incapaci di riconoscersi nelle idee che un tempo li tenevano insieme. Tra cene, discussioni e vecchi rancori, il privato finisce per raccontare anche la crisi di un’intera stagione culturale e politica. Sono uomini pieni di contraddizioni, ancora aggrappati a un mondo che sta cambiando sotto i loro occhi. La terrazza diventa così uno spazio sospeso, malinconico, dove il passato continua a presentare il conto. La sceneggiatura di Scola, Age e Scarpelli alterna sarcasmo e amarezza, lasciando affiorare progressivamente la solitudine dietro le conversazioni. A distanza di anni, il film conserva una sorprendente capacità di interrogare il rapporto tra cultura, ideologia e vita privata. E soprattutto racconta la difficoltà di accettare che certe idee, prima ancora di essere sconfitte, possano semplicemente smettere di appartenerci. Un film corale e crepuscolare, nel quale la terrazza non è soltanto un luogo: è il ritratto di una generazione sul viale del tramonto.
Disponibile su AppleTV e PrimeVideo.
15 Ottobre. Amore Tossico (1983), di Claudio Caligari

Con Amore tossico Claudio Caligari porta sullo schermo una Roma post-pasoliniana, quella di una periferia ormai trasformata rispetto alle borgate raccontate dal poeta bolognese e attraversata da una nuova forma di marginalità. A Ostia, un gruppo di ragazzi vive le proprie giornate dentro una quotidianità segnata dall’eroina, senza che il film costruisca una morale intorno alle loro esistenze. Caligari li osserva da vicino, lasciando che siano i corpi, i volti, i silenzi e i gesti a restituire la violenza della dipendenza. La macchina da presa entra nelle strade, e nei luoghi di una periferia che non è mai soltanto uno sfondo. Il realismo nasce anche dalla scelta di lavorare con interpreti non professionisti, capaci di restituire una fisicità difficile da ricreare attraverso la sola recitazione, e da una lingua che mescola il dialetto romanesco, il gergo della malavita e quello della droga. Caligari filma l’eroina senza estetizzarla e senza cercare facili spiegazioni, mostrando soprattutto il tempo che la droga divora. Un film irriducibile, che a distanza di anni continua a restituire corpi, voci e luoghi di una generazione perduta.
Disponibile su MUBI, PrimeVideo e noleggiabile su YouTube.
18 Ottobre. Bleeder (1999), di Nicolas Winding Refn

Con Bleeder Nicolas Winding Refn racconta una Copenaghen inquieta, attraversata da amicizie, solitudini e una violenza che sembra covare sotto la superficie. È un film ancora lontano dall’estetica più riconoscibile del regista, ma dentro ci sono già alcuni dei suoi temi: uomini incapaci di comunicare, corpi che diventano improvvisamente pericolosi, il cinema come rifugio e la notte come spazio di libertà e smarrimento. Tutto passa attraverso videoteche, bar, strade e sale cinematografiche, in un mondo piccolo dove basta poco perché gli equilibri saltino. Mads Mikkelsen, ancora agli inizi, è uno dei volti che rimangono più impressi. Un film ruvido e imperfetto, ma proprio per questo ancora capace di restituire una dimensione umana che in Refn diventerà sempre più difficile da trovare.
Disponibile per il noleggio o acquisto su AppleTV, Rakute TV e CHILI.
21 Ottobre. Les Glaneurs et la Glaneuse (2000), di Agnès Varda

In Les Glaneurs et la Glaneuse Agnès Varda parte dai raccoglitori di ciò che i campi e le città lasciano indietro per costruire un viaggio molto più grande. Ci sono persone che raccolgono patate, oggetti, avanzi e tutto quello che può ancora avere un’utilità, ma soprattutto ci sono storie e modi diversi di stare al mondo. Varda filma con curiosità e intelligenza, senza mai guardare dall’alto chi incontra. E a poco a poco entra anche lei nel film, con la sua macchina da presa digitale e con il proprio corpo che cambia. Ne viene fuori un documentario libero, curioso e profondamente umano, capace di trovare bellezza proprio nelle cose che normalmente vengono scartate. Un documentario sul recupero, ma anche sul tempo, sulla memoria e sul cinema come modo per continuare a guardare.
22 Ottobre. L’ultima notte di Amore (2023), Andrea Di Stefano

Con L’ultima notte di Amore Andrea Di Stefano mette in scena una Milano notturna, criminale e lontana dalle cartoline, dove anche una vita apparentemente ordinaria può finire dentro una storia molto più grande. Franco Amore è un poliziotto alla vigilia della pensione, convinto di aver fatto il proprio dovere senza mai oltrepassare il limite. Poi arriva la proposta di un colpo sicuro e quella che doveva essere soltanto l’ultima notte di servizio prende un’altra direzione. Il film tiene insieme il noir e il ritratto di un uomo che si trova improvvisamente davanti a tutto quello che ha cercato di evitare. Favino gli dà una fragilità concreta, facendone prima di tutto un uomo alle conseguenze con le proprie scelte. E Milano, con le sue strade illuminate e le periferie, diventa quasi un altro personaggio. Un noir teso e popolare, che trova nella sua semplicità la forza di una storia raccontata fino in fondo.
Disponibile su HBO MAX, Netflix e Now.
25 Ottobre. 20th Century Women (2016), di Mike Mills

In 20th Century Women Mike Mills racconta la crescita di un ragazzo attraverso le donne che lo circondano. Siamo nella California del 1979 e dentro una casa convivono generazioni, caratteri e modi diversi di guardare al mondo. Dorothea, Abbie e Julie diventano per Jamie figure fondamentali, ognuna capace di mostrargli un pezzo diverso della vita, dell’amore e della libertà. Sono soprattutto loro a dare al film quella dimensione intima e malinconica che lo rende così particolare. Donne diverse, lontane dagli stereotipi, che attraversano la propria epoca cercando a loro volta di capire chi essere. Sullo sfondo c’è un’America che cambia e con lei cambiano anche i rapporti tra uomini e donne. Un film profondamente umano, che parla della crescita senza dimenticare quanto sia difficile crescere anche quando si è già adulti.
Disponibile su TIM Vision, Apple TV e noleggiabile su YouTube.
28 Ottobre. La doppia vita di Veronica (1991), di Krzysztof Kieślowski

Ci sono film che si raccontano e altri che si possono soltanto attraversare. La doppia vita di Veronica appartiene alla seconda categoria. Weronika vive in Polonia, Véronique in Francia: due ragazze dall’aspetto identico, che non si conoscono, ma sembrano avvertire parallelamente l’esistenza l’una dell’altra. Kieślowski costruisce un film fatto di musica, colori, riflessi e coincidenze, dove anche un gesto apparentemente insignificante può assumere un peso inatteso. Irène Jacob dà ai due personaggi una delicatezza che non li rende mai semplicemente uguali. È un film che parla di qualcosa che sfugge alle parole senza cercare di trasformarlo in una spiegazione. E proprio per questo rimane addosso: più che raccontare una storia, lascia la sensazione di aver intravisto per un momento una parte invisibile della vita.
Disponibile su CHILI, Prime Video e Apple TV.
31 Ottobre. Non aprite quella porta (1974), di Tobe Hooper

Non aprite quella porta è uno di quei film di culto che hanno cambiato per sempre il modo di guardare l’horror. Tobe Hooper prende un gruppo di ragazzi, una strada apparentemente deserta del Texas e una vecchia casa sperduta nel nulla, trasformando un viaggio in un incubo senza via d’uscita. Ma più che i suoi mostri, a fare paura è il mondo che li circonda: caldo, polvere, rumori, silenzi e una violenza che sembra appartenere a quel luogo. C’è qualcosa di sporco e quasi documentaristico nelle immagini, lontanissimo dall’horror patinato che sarebbe arrivato dopo. Leatherface è diventato un’icona, ma il film funziona ancora per la sensazione di disagio che riesce a costruire. Un classico brutale, claustrofobico e disturbante, perfetto da recuperare la notte di Halloween.
Disponibile su su PrimeVideo.