
di Omar Franini
NC-420
24.04.2026
Lo scorso 15 aprile hanno debuttato su Apple TV+ i primi tre episodi dell’attesa Margo ha problemi di soldi (Margo’s Got Money Problems), adattamento dell’omonimo romanzo di Rufi Thorpe. La serie segue Margo (Elle Fanning), una giovane studentessa che dopo una relazione con il suo professore d’inglese rimane incinta e decide di portare avanti la gravidanza, trovandosi presto a fare i conti con una realtà ben più complessa del previsto.
Attorno a lei si muove una famiglia alquanto disfunzionale: la madre Shyanne (Michelle Pfeiffer), si rivela poco incline ad assumere il ruolo di nonna mentre si prepara a sposare il pastore Kenny (Greg Kinnear), e il padre Jinx (Nick Offerman), ex wrestler e tossicodipendente, decide improvvisamente di rientrare nella vita della figlia dopo anni difficili.
In ristretezze economiche e senza punti di riferimento stabili, Margo finisce per avvicinarsi al mondo di OnlyFans, trasformando la costruzione di fantasie online in una fonte di reddito che le offre indipendenza, ma al prezzo di nuove vulnerabilità e contraddizioni. Dopo il rilascio iniziale, seguito dal quarto episodio del 22 aprile, la storia proseguirà con un episodio a settimana fino al 20 maggio.
Nel corso degli otto episodi, la serie si conferma un prodotto più che piacevole: intrattiene, emoziona e pone basi interessanti su temi rilevanti, anche se non sempre riesce a tenere insieme in modo organico i diversi registri. Margo ha problemi di soldi stabilisce fin dai primi episodi una forte componente camp, in cui il personaggio di Shyanne domina la scena grazie a un gioco di contraddizioni esasperate. La sua volontà di vendicare la figlia per la gravidanza inattesa si scontra con il disinteresse iniziale verso il ruolo di nonna per il piccolo Bodhi, mentre il rapporto con Kenny mette in luce il bisogno di stabilità emotiva che cozza con una natura ancora ribelle.
L’equilibrio cambia con l’ingresso di Jinx, il cui passato non si presta più alla risata facile. Appena uscito dalla riabilitazione, l’ex wrestler si trasferisce temporaneamente da Margo, cercando di recuperare un rapporto padre-figlia mai davvero esistito e, al tempo stesso, di mantenersi occupato per non ricadere nella dipendenza. Da qui la serie alterna con maggiore evidenza toni leggeri e momenti più cupi affidandosi soprattutto alla solidità del cast come principale punto di equilibrio.
Oltre alle interpretazioni degli interpreti principali, spiccano anche le presenze di Marcia Gay Harden, che regala sequenze dichiaratamente camp insieme a Pfeiffer, e di Nicole Kidman nei panni di Lace, ex wrestler e amica di Jinx che si rivelerà anche avvocatessa e mediatrice coinvolta nelle vicende legali dei protagonisti.

Nicole Kidman nei panni di Lace

Shyanne (Michelle Pfeiffer) e Margo (Elle Fanning)
Se la serie funziona sul piano dell’intrattenimento, uno dei suoi nuclei tematici più interessanti si trova nella relazione tra il mondo del wrestling e quello di OnlyFans, due universi performativi in cui il corpo diventa strumento narrativo e commerciale, costruendo un’illusione per lo spettatore: lo spettacolo del combattimento da una parte, la costruzione di fantasie online dall’altra, non necessariamente solo sessuali.
Attorno alla piattaforma OnlyFans restano ancora numerosi tabù, ed essa viene spesso ridotta a una forma di prostituzione digitale, quando la realtà è molto più sfumata. Basti pensare alla vicenda di una giovane maestra d’asilo italiana che, poco meno di un anno fa, è stata prima allontanata e poi licenziata dopo la scoperta del suo profilo sul portale. Non si tratta di un caso isolato, negli ultimi anni si sono moltiplicate le storie di persone che hanno perso il lavoro per la loro attività su OnlyFans, segno di uno stigma ancora radicato.
Un elemento ricorrente riguarda proprio la dimensione economica. Una volta avviato il meccanismo, costruito un seguito e intercettato l’algoritmo, i guadagni possono diventare molto elevati in tempi rapidi. La serie restituisce efficacemente questo aspetto attraverso Margo e il suo alter ego Hungry Ghost: creare un’identità accattivante, comprendere cosa desidera il pubblico e trasformarlo in contenuto, a volte anche in modo volutamente grottesco, come nella descrizione dei genitali maschili paragonata a dei Pokémon.
Tornando al discorso principale, questo tema si ricollega a un passaggio della serie in cui Jinx, ormai stabilitosi da Margo, Bodhi e dalla coinquilina Susie (Thaddea Graham), grande fan del wrestling, commenta un incontro tra due lottatrici della All Elite Wrestling. Mentre Susie guarda il match tra Willow Nightingale e Penelope Ford, Jinx racconta un aneddoto legato a una delle due, attribuendole però una storia non corretta, quella di un’ex wrestler della WWE licenziata per un profilo OnlyFans e poi approdata in AEW.
La storia non riguarda Penelope Ford (Olivia Häsler), ma sembra piuttosto un riferimento indiretto al caso di Mandy Rose (Amanda Saccomanno). Ex campionessa di NXT, fu infatti licenziata dalla federazione dopo la pubblicazione di contenuti sulla piattaforma, in violazione di alcuni vincoli contrattuali, diventando uno dei casi più discussi degli ultimi anni.
“In my eyes, I didn’t really think anything was wrong with what I was doing. It wasn’t like it was anything bad. It’s just where the world is right now and where it’s going”, ha dichiarato Saccomanno dopo il suo licenziamento. I suoi guadagni mensili avevano rapidamente superato il salario annuale percepito in una delle federazioni di wrestling più importanti al mondo e, infatti, non cercò di tornare ad esibirsi su un ring.
Il suo caso non è isolato, ma ha contribuito ad aprire un dibattito più ampio su lavoro, corpo e autonomia economica. La serie si sviluppa proprio in questa direzione, suggerendo come Margo non si ispiri tanto a figure provenienti dal mondo del wrestling o a ex wrestler diventate creator, quanto piuttosto a modelli più vicini e quotidiani, ragazze che scopre vivere persino nei suoi stessi contesti e che hanno costruito la propria indipendenza attraverso la piattaforma.

Margo (Elle Fanning) nei panni di Hungry Ghost nella serie
Mentre la notorietà della ragazza cresce rapidamente, Margo inizia a plasmare sempre di più il suo alter ego, la sua identità online o, per usare un termine del wrestling che viene citato dalla stessa protagonista, la sua “gimmick”. Come molti creator costruiscono un personaggio fittizio, anche i wrestler fanno lo stesso. Uno dei casi più emblematici è quello di The Undertaker, il “deadman”, figura iconica della WWE che ha costruito un’identità completamente separata dalla propria persona reale.
La gimmick di Margo è quella di un’aliena e, grazie all’aiuto di Susie e delle creator locali, con cui sviluppa un rapporto che va oltre la semplice collaborazione, costruisce una vera e propria storyline che culmina nella rivelazione del proprio corpo. Nel corso di questa narrazione, Jinx scopre quasi per caso l’attività della figlia e decide di aiutarla a strutturare la sua presenza online, sfruttando la propria esperienza nel wrestling. Non a caso, la stessa Saccomanno ha recentemente utilizzato uno stratagemma simile per promuovere una collaborazione, costruendo una storyline fittizia.
Parallelamente, però, la salute mentale di Jinx peggiora e l’uomo scivola progressivamente in una spirale depressiva. Uno dei pochi momenti di relativa leggerezza arriva durante un convegno di wrestling, a cui partecipa insieme a Margo, ed è qui che ha l’occasione di mostrarle davvero chi è stato in passato. Queste sequenze sono tra le più riuscite della serie, perché il rapporto padre-figlia raggiunge una dimensione più intima e vulnerabile, mentre l’interpretazione di Offerman tocca i suoi apici mostrando il fardello emotivo del personaggio.
Il ritratto del wrestling in queste sequenza appare sorprendentemente efficace nel rappresentarne il nucleo fondamentale, un’illusione costruita davanti a un pubblico consapevole. Durante il convegno, Jinx incontra la sua vecchia rivale Lace e, dopo qualche parola, viene invitato a una breve esibizione sul ring. Accetta, pur consapevole dei rischi legati ai suoi precedenti infortuni, che in passato hanno contribuito alla dipendenza da antidolorifici.
La scena del match mette a nudo il meccanismo essenziale del wrestling: la costruzione di una storia attraverso il corpo, la capacità di adattarsi all’imprevisto e di mantenere viva la finzione condivisa con il pubblico. È necessario, però, sfatare il mito secondo cui “il wrestling è finto”, una definizione riduttiva che non coglie la complessità di un’arte performativa basata sulla credibilità narrativa.
Lace e Jinx riescono a restituire tutto questo nei pochi minuti a loro disposizione. Kidman e Offerman sono particolarmente efficaci nel lavorare sui micro-dettagli della performance sul ring, quelli invisibili allo spettatore ma fondamentali per sostenere l’illusione. La scena si arricchisce ulteriormente con la presenza di Chris Jericho, uno dei veterani più importanti ancora in attività.

Jinx (Nick Offerman) che ritorna sul ring dopo un lungo periodo
È però nel momento in cui questa identità performativa esce dallo spazio controllato della piattaforma che emergono le contraddizioni più evidenti. Se OnlyFans rappresenta per Margo una possibilità concreta di indipendenza economica, al di fuori di quel contesto continua a essere percepito attraverso uno stigma.
La scoperta del suo profilo produce conseguenze immediate e tangibili, che vanno ben oltre il semplice giudizio morale. Il caso della richiesta di custodia completa avanzata dal padre di Bodhi diventa quindi emblematico; il lavoro di Margo non viene valutato per ciò che è, una forma di produzione di contenuti e auto-imprenditorialità digitale, ma reinterpretato come segno di inadeguatezza genitoriale.
Margo ha problemi di soldi intercetta un nodo reale e contemporaneo, dove nonostante la crescente diffusione della piattaforma, OnlyFans continua a essere associato quasi esclusivamente a una dimensione sessuale condannata, con ripercussioni che investono la sfera lavorativa, familiare e legale. Non è tanto l’attività in sé a essere giudicata, quanto il corpo che la rende possibile.
È qui che il discorso sulla performance si complica ulteriormente. Se, come nel wrestling, anche su OnlyFans si costruisce una gimmick attraverso un lavoro consapevole di rappresentazione, a differenza del ring questa finzione non viene riconosciuta come tale una volta uscita dal suo contesto. Ciò che per il pubblico digitale è una costruzione condivisa, nel mondo reale viene riassorbito nella persona, annullando ogni distanza tra identità e personaggio. Margo si trova così intrappolata in una dinamica paradossale dove per ottenere autonomia deve costruire una versione di sé performativa e monetizzabile, ma è proprio questa costruzione a essere utilizzata contro di lei quando viene esposta allo sguardo sociale.
Margo ha problemi di soldi appassiona e fa riflettere su queste precise tematiche, mai gestite banalmente, a differenza dei primi episodi della terza stagione di Euphoria, dove il racconto della sessualità tende ancora a essere filtrato da un’estetica fortemente stilizzata più che realmente problematizzata. La serie con Fanning, al contrario, rinuncia a ogni forma di abbellimento per restituire il peso concreto delle scelte della sua protagonista, mostrando come autonomia economica, identità e giudizio sociale siano elementi impossibili da separare.
Non offre soluzioni né facili assoluzioni, ma mantiene aperta la contraddizione. Margo costruisce sé stessa per sopravvivere, e proprio per questo viene messa in discussione. La forza più autentica della serie trova spazio in questi tratti, trasformando una storia di precarietà economica in un ritratto più ampio, e decisamente contemporaneo, del costo dell’indipendenza.
Il trailer della serie
di Omar Franini
NC-420
24.04.2026

Nicole Kidman nei panni di Lace
Lo scorso 15 aprile hanno debuttato su Apple TV+ i primi tre episodi dell’attesa Margo ha problemi di soldi (Margo’s Got Money Problems), adattamento dell’omonimo romanzo di Rufi Thorpe. La serie segue Margo (Elle Fanning), una giovane studentessa che dopo una relazione con il suo professore d’inglese rimane incinta e decide di portare avanti la gravidanza, trovandosi presto a fare i conti con una realtà ben più complessa del previsto.
Attorno a lei si muove una famiglia alquanto disfunzionale: la madre Shyanne (Michelle Pfeiffer), si rivela poco incline ad assumere il ruolo di nonna mentre si prepara a sposare il pastore Kenny (Greg Kinnear), e il padre Jinx (Nick Offerman), ex wrestler e tossicodipendente, decide improvvisamente di rientrare nella vita della figlia dopo anni difficili.
In ristretezze economiche e senza punti di riferimento stabili, Margo finisce per avvicinarsi al mondo di OnlyFans, trasformando la costruzione di fantasie online in una fonte di reddito che le offre indipendenza, ma al prezzo di nuove vulnerabilità e contraddizioni. Dopo il rilascio iniziale, seguito dal quarto episodio del 22 aprile, la storia proseguirà con un episodio a settimana fino al 20 maggio.
Nel corso degli otto episodi, la serie si conferma un prodotto più che piacevole: intrattiene, emoziona e pone basi interessanti su temi rilevanti, anche se non sempre riesce a tenere insieme in modo organico i diversi registri. Margo ha problemi di soldi stabilisce fin dai primi episodi una forte componente camp, in cui il personaggio di Shyanne domina la scena grazie a un gioco di contraddizioni esasperate. La sua volontà di vendicare la figlia per la gravidanza inattesa si scontra con il disinteresse iniziale verso il ruolo di nonna per il piccolo Bodhi, mentre il rapporto con Kenny mette in luce il bisogno di stabilità emotiva che cozza con una natura ancora ribelle.
L’equilibrio cambia con l’ingresso di Jinx, il cui passato non si presta più alla risata facile. Appena uscito dalla riabilitazione, l’ex wrestler si trasferisce temporaneamente da Margo, cercando di recuperare un rapporto padre-figlia mai davvero esistito e, al tempo stesso, di mantenersi occupato per non ricadere nella dipendenza. Da qui la serie alterna con maggiore evidenza toni leggeri e momenti più cupi affidandosi soprattutto alla solidità del cast come principale punto di equilibrio.
Oltre alle interpretazioni degli interpreti principali, spiccano anche le presenze di Marcia Gay Harden, che regala sequenze dichiaratamente camp insieme a Pfeiffer, e di Nicole Kidman nei panni di Lace, ex wrestler e amica di Jinx che si rivelerà anche avvocatessa e mediatrice coinvolta nelle vicende legali dei protagonisti.

Shyanne (Michelle Pfeiffer) e Margo (Elle Fanning)
Se la serie funziona sul piano dell’intrattenimento, uno dei suoi nuclei tematici più interessanti si trova nella relazione tra il mondo del wrestling e quello di OnlyFans, due universi performativi in cui il corpo diventa strumento narrativo e commerciale, costruendo un’illusione per lo spettatore: lo spettacolo del combattimento da una parte, la costruzione di fantasie online dall’altra, non necessariamente solo sessuali.
Attorno alla piattaforma OnlyFans restano ancora numerosi tabù, ed essa viene spesso ridotta a una forma di prostituzione digitale, quando la realtà è molto più sfumata. Basti pensare alla vicenda di una giovane maestra d’asilo italiana che, poco meno di un anno fa, è stata prima allontanata e poi licenziata dopo la scoperta del suo profilo sul portale. Non si tratta di un caso isolato, negli ultimi anni si sono moltiplicate le storie di persone che hanno perso il lavoro per la loro attività su OnlyFans, segno di uno stigma ancora radicato.
Un elemento ricorrente riguarda proprio la dimensione economica. Una volta avviato il meccanismo, costruito un seguito e intercettato l’algoritmo, i guadagni possono diventare molto elevati in tempi rapidi. La serie restituisce efficacemente questo aspetto attraverso Margo e il suo alter ego Hungry Ghost: creare un’identità accattivante, comprendere cosa desidera il pubblico e trasformarlo in contenuto, a volte anche in modo volutamente grottesco, come nella descrizione dei genitali maschili paragonata a dei Pokémon.
Tornando al discorso principale, questo tema si ricollega a un passaggio della serie in cui Jinx, ormai stabilitosi da Margo, Bodhi e dalla coinquilina Susie (Thaddea Graham), grande fan del wrestling, commenta un incontro tra due lottatrici della All Elite Wrestling. Mentre Susie guarda il match tra Willow Nightingale e Penelope Ford, Jinx racconta un aneddoto legato a una delle due, attribuendole però una storia non corretta, quella di un’ex wrestler della WWE licenziata per un profilo OnlyFans e poi approdata in AEW.
La storia non riguarda Penelope Ford (Olivia Häsler), ma sembra piuttosto un riferimento indiretto al caso di Mandy Rose (Amanda Saccomanno). Ex campionessa di NXT, fu infatti licenziata dalla federazione dopo la pubblicazione di contenuti sulla piattaforma, in violazione di alcuni vincoli contrattuali, diventando uno dei casi più discussi degli ultimi anni.
“In my eyes, I didn’t really think anything was wrong with what I was doing. It wasn’t like it was anything bad. It’s just where the world is right now and where it’s going”, ha dichiarato Saccomanno dopo il suo licenziamento. I suoi guadagni mensili avevano rapidamente superato il salario annuale percepito in una delle federazioni di wrestling più importanti al mondo e, infatti, non cercò di tornare ad esibirsi su un ring.
Il suo caso non è isolato, ma ha contribuito ad aprire un dibattito più ampio su lavoro, corpo e autonomia economica. La serie si sviluppa proprio in questa direzione, suggerendo come Margo non si ispiri tanto a figure provenienti dal mondo del wrestling o a ex wrestler diventate creator, quanto piuttosto a modelli più vicini e quotidiani, ragazze che scopre vivere persino nei suoi stessi contesti e che hanno costruito la propria indipendenza attraverso la piattaforma.

Margo (Elle Fanning) nei panni di Hungry Ghost nella serie
Mentre la notorietà della ragazza cresce rapidamente, Margo inizia a plasmare sempre di più il suo alter ego, la sua identità online o, per usare un termine del wrestling che viene citato dalla stessa protagonista, la sua “gimmick”. Come molti creator costruiscono un personaggio fittizio, anche i wrestler fanno lo stesso. Uno dei casi più emblematici è quello di The Undertaker, il “deadman”, figura iconica della WWE che ha costruito un’identità completamente separata dalla propria persona reale.
La gimmick di Margo è quella di un’aliena e, grazie all’aiuto di Susie e delle creator locali, con cui sviluppa un rapporto che va oltre la semplice collaborazione, costruisce una vera e propria storyline che culmina nella rivelazione del proprio corpo. Nel corso di questa narrazione, Jinx scopre quasi per caso l’attività della figlia e decide di aiutarla a strutturare la sua presenza online, sfruttando la propria esperienza nel wrestling. Non a caso, la stessa Saccomanno ha recentemente utilizzato uno stratagemma simile per promuovere una collaborazione, costruendo una storyline fittizia.
Parallelamente, però, la salute mentale di Jinx peggiora e l’uomo scivola progressivamente in una spirale depressiva. Uno dei pochi momenti di relativa leggerezza arriva durante un convegno di wrestling, a cui partecipa insieme a Margo, ed è qui che ha l’occasione di mostrarle davvero chi è stato in passato. Queste sequenze sono tra le più riuscite della serie, perché il rapporto padre-figlia raggiunge una dimensione più intima e vulnerabile, mentre l’interpretazione di Offerman tocca i suoi apici mostrando il fardello emotivo del personaggio.
Il ritratto del wrestling in queste sequenza appare sorprendentemente efficace nel rappresentarne il nucleo fondamentale, un’illusione costruita davanti a un pubblico consapevole. Durante il convegno, Jinx incontra la sua vecchia rivale Lace e, dopo qualche parola, viene invitato a una breve esibizione sul ring. Accetta, pur consapevole dei rischi legati ai suoi precedenti infortuni, che in passato hanno contribuito alla dipendenza da antidolorifici.
La scena del match mette a nudo il meccanismo essenziale del wrestling: la costruzione di una storia attraverso il corpo, la capacità di adattarsi all’imprevisto e di mantenere viva la finzione condivisa con il pubblico. È necessario, però, sfatare il mito secondo cui “il wrestling è finto”, una definizione riduttiva che non coglie la complessità di un’arte performativa basata sulla credibilità narrativa.
Lace e Jinx riescono a restituire tutto questo nei pochi minuti a loro disposizione. Kidman e Offerman sono particolarmente efficaci nel lavorare sui micro-dettagli della performance sul ring, quelli invisibili allo spettatore ma fondamentali per sostenere l’illusione. La scena si arricchisce ulteriormente con la presenza di Chris Jericho, uno dei veterani più importanti ancora in attività.

Jinx (Nick Offerman) che ritorna sul ring dopo un lungo periodo
È però nel momento in cui questa identità performativa esce dallo spazio controllato della piattaforma che emergono le contraddizioni più evidenti. Se OnlyFans rappresenta per Margo una possibilità concreta di indipendenza economica, al di fuori di quel contesto continua a essere percepito attraverso uno stigma.
La scoperta del suo profilo produce conseguenze immediate e tangibili, che vanno ben oltre il semplice giudizio morale. Il caso della richiesta di custodia completa avanzata dal padre di Bodhi diventa quindi emblematico; il lavoro di Margo non viene valutato per ciò che è, una forma di produzione di contenuti e auto-imprenditorialità digitale, ma reinterpretato come segno di inadeguatezza genitoriale.
Margo ha problemi di soldi intercetta un nodo reale e contemporaneo, dove nonostante la crescente diffusione della piattaforma, OnlyFans continua a essere associato quasi esclusivamente a una dimensione sessuale condannata, con ripercussioni che investono la sfera lavorativa, familiare e legale. Non è tanto l’attività in sé a essere giudicata, quanto il corpo che la rende possibile.
È qui che il discorso sulla performance si complica ulteriormente. Se, come nel wrestling, anche su OnlyFans si costruisce una gimmick attraverso un lavoro consapevole di rappresentazione, a differenza del ring questa finzione non viene riconosciuta come tale una volta uscita dal suo contesto. Ciò che per il pubblico digitale è una costruzione condivisa, nel mondo reale viene riassorbito nella persona, annullando ogni distanza tra identità e personaggio. Margo si trova così intrappolata in una dinamica paradossale dove per ottenere autonomia deve costruire una versione di sé performativa e monetizzabile, ma è proprio questa costruzione a essere utilizzata contro di lei quando viene esposta allo sguardo sociale.
Margo ha problemi di soldi appassiona e fa riflettere su queste precise tematiche, mai gestite banalmente, a differenza dei primi episodi della terza stagione di Euphoria, dove il racconto della sessualità tende ancora a essere filtrato da un’estetica fortemente stilizzata più che realmente problematizzata. La serie con Fanning, al contrario, rinuncia a ogni forma di abbellimento per restituire il peso concreto delle scelte della sua protagonista, mostrando come autonomia economica, identità e giudizio sociale siano elementi impossibili da separare.
Non offre soluzioni né facili assoluzioni, ma mantiene aperta la contraddizione. Margo costruisce sé stessa per sopravvivere, e proprio per questo viene messa in discussione. La forza più autentica della serie trova spazio in questi tratti, trasformando una storia di precarietà economica in un ritratto più ampio, e decisamente contemporaneo, del costo dell’indipendenza.
Il trailer della serie